12/05/2005
PICCOLISSIMO TEATRO
Ho recitato, l'ho già detto.
Dopo faticosa ricerca ho trovato ampi stralci del pezzo che recitavo.
E' tratto da Le balese restino sedute di Alessandro Bergonzoni, Mondadori (purtroppo), 1991.
Manca un pezzo che cominciava con "Brutto moschettone agganciato male, cascassi tu, la montagna e lo scalatore", ma dovete farvene una ragione.
Il pezzo, previo pagamento dei diritti a Bergonzoni, può essere utilizzato avverso la lattaia che voleva rifilarvi lo yogurt del 15-18, il vigile urbano che vi ha fatto la multa soltanto perché eravate contromano sulla corsia preferenziale con il telefonino in una mano e una bottiglia di Tokai ormai vuota nell'altra, la colf che ha sbagliato programma della lavatrice, la prof di italiano che non ha accettato la giustificazione concernente un pomeriggio impegnato nel campionato nazionale di Porno-Tetris on line. E così via.
Vai col tango:
Ti venisse un accidente a te e a tutta la tua stirpe cattiva porca che sprofondasse sempre di più nei meandri della terra dove se ci sei ci resti, brutto palombaro morto, e andasse male anche lo scandaglio per recuperare i tuoi resti putridi con dentro già i vermi tutti malati irreversibili, e uno anche senza un occhio con al posto dell'occhio il pus che ti contagiasse tutti gli altri, e ti inquinasse anche la saliva che hai in bocca, e ti scoppiassero le scarpe più belle che hai e il pellame vario ti si andasse a sfracellare contro un vetro che hai già rotto due volte e il padrone ti avesse detto "Giuro che alla terza ti do fuoco a te e a tutta la gente che ti conosce, anche soltanto di vista!"...
Brutto professore di ginnastica malvisto dal preside che ti vuole licenziare se non sai tenere la classe: che tu infatti il giorno dopo non la sappia tenere e tu ti licenzi e tu te ne vada ramingo lungo un viale dove alcuni alunni ti lapidassero e poi si nascondessero dietro un albero e tu arrivando a casa e guardando il diploma dell'ISEF sentissi un grande nodo alla gola, cascassi indietro putacaso su quattro coltelli in piedi dritti come a immolare una vittima e ti ci infilzassi inesorabilmente, ma non morissi subito, anzi, guardassi il lampadario e lo vedessi ballare in maniera poco simpatica tant'è che si staccasse e s'andasse a sfracellare sui tuoi resti putridi di professore di ginnastica mal visto dal preside e da tutto il condominio che sta tirando freccette avvelenate contro un tuo manifesto di una foto venuta male e a te non restasse altro che dire l'atto di dolore ma non ti riuscisse anzi venissero fuori offese al buon Dio, che ti dicesse "Io il perdono non glielo do! Sembra che mi stia prendendo in giro". Allora tu cercassi di scusarti in francese ma non lo sapessi, lo imparassi ma te lo dimenticassi subito, allora cercassi un vocabolario, ma non lo trovassi, o lo trovassi e lo perdessi, proprio nel momento in cui una splendida donna nuda, bionda e francese, ti chiedesse di sposarti. E tu, il fatidico giorno, invece che dire oui dicessi yes.
Nessun commento:
Posta un commento