martedì 24 gennaio 2012

07/10/2008
I PENSIERI DELL'ULTIMA SETTIMANA

Ieri a pranzo ho visto la replica di Gnok Calcio show; ospiti Carbone e Tramezzino Tramezzani. Tramezzani faceva così tante battute che a un certo punto Gene Gnocchi si è messo a ridere e non riusciva a continuare. Fantastica la parodia dei Numeri di Sky Calcio: 1, il posto in cui Del Piero ha mandato Lippi dopo aver saputo di non essere stato convocato. 3, le parole dette da Pepe dopo aver saputo della convocazione: Chi? Io? Figurati...

Ho iniziato e finito domenica l'ultimo libro di Alessandro Perissinotto, L'orchestra del Titanic, Rizzoli. Un gran bel giallo italiano. Compratelo e leggetelo.

Prima di iniziare Perissinotto ho letto Collodoro di Salvatore Niffoi. Capivo una parola su due e intuivo che sardo e spagnolo sono cugini carnali. Ma mi veniva in mente una delle mie nozioni inutili: gli articoli il lo la i gli le vengono dal latino ille, illa, illud. Gli articoli in sardo (so, sa, sas, sos) vengono a mio avviso da ipse, ipsa ispum.
Nella mia terra, in tutte i paesi e le cittadine limitrofe per dire qui, si dice a ecco, con la e chiusa; nella mia città si dice a esso. La differenze è che dalle altre parti si è preferito hic haec hoc, da noi is ea id.
Voi direte: ma che cazzo ce ne frega di queste tue menate glottologiche.
Avete ragione, ma erano secoli che ce le avevo in mente e mi andava di scriverle.

I Son Volt.
I Son Volt sono un gruppo abbastanza country di gente tra i 35 e i 40. L'anno scorso il buon Nordovest me li consiglia e io me li compro.
Il desco The search, l'ultimo, è bellissimo; è la musica che uno si immagina di sentire sulle strade americane, tipo quelle che vanno dritte per chilometri col nulla attorno. La numero 8, Adrenaline e qualcosa e la numero 13, Coffee and cigarettes, o qualcosa di simile, sono due gioielli.
Se leggete le recensioni, beh, sono tutte piuttosto entusiaste.
Che dire? Direi che i Son Volt sono l'emblema del lavoro ben fatto, quello fatto con passione; nessuno li ha pompati, però se uno ha la fortuna di conoscerli, li sente propri e li porta dentro di sé.

E, metaforicamente, in giro, nella vita, ci sono perle, spesso nascoste, difficili da trovare; e quando si ha la fortuna di scovarle si possono condividere, ma senza clamori, per paura che le perle ci scivolino via, tra le dita e cadano lontano dal nostro cammino.

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