martedì 24 gennaio 2012

28/07/2008
CEAUSESCU E GHEDDAFI, DUE MODELLI DA IMITARE

Ieri pomeriggio ho acceso per un attimo la tv; su Raidue la musica di Va' pensiero e una serie di calciatori, più o meno conosciuti, tra cui, i due Cossato del Chievo e Dal Canto del Treviso, che dicevano nome, età e luogo di provenienza.
Una scritta al lato del teleschermo: "Viva World Cup".

Poi realizzo: La Nazionale di calcio della Padania!
La meravigliosa nazionale che ha vinto la Viva World Cup, il torneo tra nazionali di paesi inesistenti, tra cui Atlantide e Molto-Molto-Lontano.

E tra i giocatori della nazionale lui: Roberto Bossi, il pluribocciato rampollo di umberto b., lo studente così scarso, ma così scarso, che si farà una legge apposta (il Trenta e lodo Alfano) per potergli regalare un diploma.

Roberto Bossi è difensore del Caravate e, probabilmente, non è all'altezza di un Cossato, che qualche gol nella serie A italian, lo ha infilato.
Ma quello che mi fa impazzire è che la nazionale della Padania, che è già di per sé un cosa ridicola, faccia giocare il figlio del capo.

E' come il figlio di Ceausescu che faceva il presidente della Steaua Bucarest (e faceva spezzare le braccia al portiere Ducadam, se gli andava...); è come il figlio di Gheddafi che fa il presidente della federazione calcio e si compra il posto in squadra col Perugia o la Sampdoria.

Insomma, come diceva stamattina il paracarro, i leghisti predicano qualcosa che potrebbe avere senso, ma poi si comportano peggio dei mammoni romani o napoletani: il figlio di papà che non viene promosso crea un dramma nazionale; il figlio di papà vuole giocare a pallone e gli si crea una nazionale; il figlio di papà non vale un fico secco e lo si fa portaborse al parlamento europeo.

E questo per questa nazione già schiava non di roma, ma di arcore, è un vero dramma.

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