DEJA VU
Ieri sera ho avuto un déjà vu; o, meglio, ho avuto un déjà vu di un déjà vu.
Perché nel momento in cui mi accorgevo di avere il déjà vu mi sono ricordato che, qualche tempo prima, nel medesimo frangente avevo avuto un déjà vu, ma l'avevo rimosso.
Insomma, entro in macchina, metto la retromarcia; accanto alla mia macchina c'è la paracarro-car (che si differenziava per la verità dai precedenti déjà vu per il cartello vendesi - e se qualcuno vuole informazioni sul mezzo, in buono stato e risalente a settembre 2000, mi contatti pure, tanto la percentuale la prendo solo dal paracarro) e poi mi sono messo nella corsia di marcia.
A destra c'era una ragazza dentro un Lancia Y vecchio tipo di colore chiaro, che parlava al telefono; dava l'idea di essersi fermata per gustarsi appieno una telefonata che la faceva sorridere. Anche nel precedente déjà vu sorrideva e avanzo l'ipotesi che in realtà riceva una telefonata dalla stessa persona tutte le sere alla stessa ora, mentre fa il medesimo tragitto.
A quel punto ho capito di essere finito dentro al déjà vu, per cui era scontato che tutto quello che mi sarebbe capitato mi era già capitato.
Passo a comprare pizza e pane e trovo nella panetteria la stessa persona che ho trovato l'ultima volta che sono entrato nella panetteria, un avvocato brizzolato che mi sta simpatico, anche se stavolta non stava insieme all'architetto dell'altra volta, ma con la moglie e i figli e quindi non doveva essere proprio dentro il déjà vu, ma fuori, anche se probabilmente ho fatto la stessa battuta dell'altra volta (anche se non ricordo se era la stessa battuta della volta originaria o del déjà vu precedente).
Ho messo la solita traccia del solito cd (Basket Case dei Green Day) e ho cominciato a smuovere i miei riccioloni all'inizio dell'attacco di batteria, come sempre. Ho fatto la stessa strada degli altri due déjà vu, che probabilmente è la stessa strada di tutte le sere.
A quel cavolo di incrocio dove svolto a sinistra e non si vede l'arrivo dei veicoli da sinistra perché c'è una palma di mezzo, cerco sempre di impegnare mezzo incrocio, e, déjà vu, un demente con la Lexus (o con la Touareg o con la Cayenne, insomma con un SUV più grosso del mio) mi fa la solita brutta faccia, ma cazzo, se divento sindaco quella palma la taglio.
Ecco a quest'incrocio penso sempre 'Se divento sindaco', anche se il mio programma elettorale difficilmente va oltre il sacrificio di una palma alla sicurezza stradale.
E ora, mentre scrivo questo post, ho un déjà vu sulle altre volte che ho scritto un post con questa luce calante di tramonto di maggio e per fortuna che non ho parcheggiato nel posto di ieri sera vicino alla paracarro-car e, porca vacca se divento sindaco c'ho pure un'altra idea, vieto alle donne di girare in Lancia Y, oppure di fermarsi con la Lancia Y qua sotto o di stare al telefonino dentro una Lancia Y ferma: e con queste tre proposte, il mio programma elettorale arriva già al punto quattro.
E ora che ho finito il post, come tutte le sere, il mio bilancio è grigio tendente al nerastro.
Anche se devo dire che è molto meglio dire che ho avuto un déjà vu, piuttosto che scrivere: la solita inutile giornata di merda.
Nessun commento:
Posta un commento