giovedì 19 gennaio 2012

MERDA MERDA MERDA
Riassunto del post precedente:
stefanopz si mette a recitare ma ha la presenza scenica di un soprammobile; mentre sta descrivendo una fantastica serie di insulti di Bergonzoni, viene interrotto dal fatto che è pronto in tavola

Breve divagazione: all'una e venti arrivo in groppa al mio Zip verso la casa di F. Scendo e qualcosa, un odore, fende l'ignominia del traffico, delle ascelle, di capelli in crisi di astinenza da shampoo: è una frittata, è indiscutibilmente una frittata.
La frittata con le zucchine della mamma di F. è spettacolosa. Il problema è che dopo la suddetta frittata, è arrivata in tavola una teglia 40x30 (totale 1.200 centimetri quadri) ricolma di zucchine gratin ripiene di tonno e patate al forno. Annaffiate il tutto con vinello bianco traditore fatto in casa e vi ritroverete groggy alle tre e mezza con davanti un pomeriggio di lavoro.
Fine della divagazione.

Con Ugo facemmo metateatro; certo, la parola vorrebbe dire che facevamo teatro nel teatro, ma la nostra interpretazione era più letterale. Metà teatro e metà un mare di cazzate.
Il regista aveva scelto pezzi di Paolo Rossi, Andreasi e Bergonzoni, legati insieme da questo Ugo (il liutaio con una parrucca bionda alla Maria Teresa Ruta prima maniera) che facevano crepare di risate. I parenti e gli amici invece di venire per farci un favore e per scroccarci la cena après-theatre, venivano per ridere; qualcuno rideva prima delle battute perché era la terza volta che vedeva lo spettacolo; qualcun altro rideva prima delle battute perché era semplicemente imbecille.
Ci cambiavamo tutti, pseudoattori e pseudoattrici, nella stessa stanzina e il dubbio che qualcuno degli attori venisse al solo fine di vedere le attrici in reggiseno non è stato mai del tutto fugato.
Chiunque abbia recitato anche in gruppi scalcagnati come il mio, sa che certe volte si crea davvero il feeling.
Quella volta andò così, tanto che dopo anni, quando incontro qualcuno dei compagni di quella avventura, dopo aver
detto "Ti ricordi che bocce c'aveva quella", ci mettiamo a parlare di Ugo e del fatto che risate come allora non se ne sono fatte mica tante.

FINE II PARTE

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