giovedì 19 gennaio 2012

MERDA MERDA MERDA

Come molti intellettuali engagé, ho fatto teatro, per cui sono a conoscenza degli scongiuri escrementizi che si fanno prima di entrare in scena.
Com'ero come attore, vi chiederete (e anche se non ve lo chiedete, io vi rispongo lo stesso).
Si diceva che Clint Eastwood avesse due espressioni, una col cappello e una senza cappello.
Ecco, io non avevo nemmeno il cappello.
Nel mio primo spettacolo, intitolato Ugo, dopo un passaggio abbastanza rapido con un lupetto nero da esistenzialista, facevo un pezzo di Bergonzoni favoloso, un insulto preso dal libro Le balene restino sedute, lungo due pagine e mezzo.
Qualche pezzo smozzicato me lo ricordo ancora: "Ti venisse un accidente a te e a tutta la tua stirpe cattiva porca, che sprofondassi sempre più nei meandri della terra, dove se ci sei, ci resti, brutto palombaro morto, e andasse male anche lo scandaglio per recuperare i tuoi putridi resti; e uno (anche se non mi ricordo uno cosa...) anche senza un occhio e al posto dell'occhio il pus che contagiasse tutti gli altri (forse gli altri resti...). Brutto moschettone agganciato male, cascassi tu, la montagna e lo scalatore" e così via.

Ero vestito con uno stupendo vestito marrone translucido anni settanta, con una cravatta di un colore talmente sgargiante e di dimensioni talmente esagerate che l'abbiamo riadattata come giubbottino rifrangente per scendere dalla macchina di notte.
Gli attori erano un liutaio, quattro o cinque studenti, tre commercialisti, il caporedattore di un giornale, un paio di impiegati pubblici ed il regista faceva l'attore, direi di mestiere.

FINE PRIMO TEMPO (ho appuntamento per andarmi a mangiare la frittata di zucchine a pranzo e non voglio fare tardi)

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