giovedì 19 gennaio 2012

LA MIA VITA SOVRAPPESO (II capitolo della mia autobiografia)

DI UNA ROSSA
I problemi grossi pero’ sono nati all’inizio di febbraio del duemilauno, passando davanti alla cartoleria che sta sotto il mio studio.
Aspettava di essere servita (e questo non e’ un caso, giacche’ la cartoleria sotto il mio studio vanta vari premi come esercizio commerciale con il personale piu’ lento e piu’ scortese) una ragazza, una donna, non ricordo bene, con capelli rossi, di quelli veri, quasi arancioni.
Qui dovrei fare un passo indietro e dire che la battuta non e’ mia: in una puntata di Happy Days, Ralph Malph si guarda allo specchio e a giustificazione della sua sfiga con le ragazze esclama “i miei capelli non sono rossi, sono arancioni”.
Vabbe’ questa e’ un’altra storia.
Dicevo della donna arancione; la guardo di sfuggita e penso: “Cazzo ho quasi *** anni e nella mia vita non mi sono mai fatto una rossa”. O un’arancione.
Qui devo essere sincero, non mi sono mai fatto una negra, un’asiatica, nessuna di religione non cattolica ed a voler essere precisi sul colore dei capelli non andiamo in realta’ molto oltre il castano. Certo, il castano ha delle sue gradazioni, castano chiaro, castano scuro, ma direi che il colore castano, che in natura a mio avviso esiste solo a descrizione dei capelli, giacche’ non mi riesce di distinguere un castano da un frassino, appare complessivamente assorbente dell’intera popolazione femminile entrata in contatto biblicamente con lo scrivente.
Ma il problema sinceramente non si legava alle femmine.
Semplificando, lavoro nove dieci ore al giorno dal lunedi’ al venerdì, quattro ore e mezzo il sabato ed in linea di massima durante queste ore e negli intervalli di tempo piu’ o meno libero, oltre agli istinti primordiali, mi affollano la mente problemi di lavoro. Del tipo, cazzo mi scade la perizia, cazzo non mi hanno pagato la perizia, cazzo la cassa previdenza e sto sotto in banca, cazzo non mi hanno pagato la perizia (la ripetizione non e’ un errore di stampa, e’ che realmente un pensiero su due e’ dedicato agli incubi da recupero crediti).
Il sabato pomeriggio e la domenica, che e’ tempo libero, oltre agli istinti primordiali, mi affollano la mente pensieri del tipo:
 Non so suonare neanche uno strumento musicale
 Ho gia’ *** anni e quel maniaco che ha scritto Il diavolo in corpo (Raymond Radiguet?), l’ha scritto a diciassette anni
 Jovanotti a vent’anni era miliardario e a trent’anni ha girato la Patagonia in bicicletta; io vado in debito di ossigeno al primo cavalcavia e mai che mi pagassero le perizie
 Non ho un hobby (questo e’ uno dei pensieri che mi passa prima)
 Ho *** anni (l’ho gia’ detto e sara’ un problema se pubblico il presente libro dopo il 2001) e ciononostante la notte ancora sogno che di colpo divento bravissimo a tennis e vinco il Roland Garros
 Provo a scrivere romanzi, poi mi accorgo che sono troppo pigro e scrivo racconti, poi leggo i racconti e fanno schifo; qualsiasi libro leggo, vado a vedere la biografia per sapere a che eta’ hanno pubblicato il primo libro e odio tutti quelli che l’hanno pubblicato a meno di *** anni, fermo restando il pensiero precedente su Radiguet
 Vivo in una citta’ di provincia che fa schifo, ma se voglio domani prendo e me ne vado a Milano a lavorare
 Anzi, domani mattina mando un curriculum allo studio Uckmar (vabbe’ sta a Genova e non a Milano, ma cazzo ci avranno un buco di ufficio a Milano), ed era proprio il curriculum che aspettavano da mesi e mi danno trecento milioni l’anno e poi me ne vado in vacanza in riscio’ in Patagonia e pedala Jovanotti
 Volevo cambiare il mondo, ma alla fine penso che, soprattutto se e’ domenica pomeriggio, non cambierei Novantesimo minuto con niente altro
 Domani comincio la dieta ed entro l’estate (per le domeniche da marzo a maggio), entro Natale (per le domeniche da settembre a novembre), entro Carnevale (per le domeniche di dicembre e gennaio), entro la fine di agosto (per le domeniche da giugno ad agosto) scendo sotto i cento chili
 Io e Andrea volevamo cambiare il mondo, ma Andrea fa il termoingegnere all’Ente spaziale europeo ed abita in un paesino dell’Olanda che io mi immagino sempre pieno di vento e dove tutti, secondo me, vanno in giro con gli occhialoni alla Davids
Poi la domenica sera mi viene una crisi di panico e per le urla si sveglia tutto il palazzo.
Subito dopo la crisi mi vengono dei brividi freddi e rimango immobile, come se anche il minimo cigolio del letto potesse farmi riesplodere daccapo. Dopo, in fondo tranquillo, mi addormento.
Tutto quanto su riportato se quando me ne vado a letto non piove; se piove, mi addormento subito e festa finita.

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