DALLA MIA AUTOBIOGRAFIA -
VACANZE STUDIO
Pensando e ripensando su quale potesse essere l'evento simbolo della mia formazione, sono giunto alla conclusione che la vacanza-studio fatta a 16-17 anni possa vincere il primo premio.
Le vacanze-studio si fanno ovviamente in Inghilterra o, per qualcuno che non sopporta i protestanti, al Trinity College di Dublino; i ricchi, magari, se ne vanno in America, e così via: vivendo dentro una famiglia english-speaking si può imparare al meglio la lingua straniera più importante del presente, del passato prossimo, del futuro anteriore e così via.
E' una tarda serata di maggio e A., allora indiscusso mio migliore amico, fa a me e G.: "Che ne dite se questa estate andiamo a fare una vacanza studio?"
"Fantastico" dico io. "Ma evitiamo Brighton; l'anno scorso gli skin facevano la caccia agli italiani." E giù a raccontare la storia degli skin che prendevano gli italiani e procedevano ad una simpatica compressione compulsiva delle palle per il tramite di uno schiaccianoci, che solo a scriverlo adesso c'ho i brividi all'inguine.
"No, no," dice A. "in Inghilterra ci vanno tutti. E' banale. Io sto per prenotare per la Germania!"
Ovvio: noi siamo gli originali, gli hippy, i fuorischema, e noi andiamo a studiare il tedesco, la lingua di Goethe, di Schiller, delle gemelle Kessler.
L'obiettivo non poteva che essere pronunciare con la dovuta espulsione di sputazzi la nota espressione "Keine gegenstaende aus den fenster werfen", unica frase di senso compiuto che possa servire nell'esistenza, oltre a "Zimmer frei" per le vacanze in Alto Adige e "Ich liebe dich, du liebst mich nicht" del mitico inno rivoluzionario Da Da Da.
Insomma, A., stefanopz e G., che abitano a ***, e cioè a circa 700 chilometri dal Brennero, e che già utilizzano l'italiano come prima lingua straniera, partono in una meravigliosa mattina di luglio alla volta del lago di Costanza (in tedesco Bodensee).
I tre baldi vacanzieri-studiosi arrivano alle 6 e 10 di mattina alla stazione di Milano Centrale e con zaini di 840 quintali cadauno, decidono che in base ad una cartina evidentemente truccata, il tragitto Stazione Centrale - Corso Italia (sede del TCI) sarà una passeggiata de salute.
FINE PRIMA PUNTATA
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