giovedì 19 gennaio 2012

DALLA MIA AUTOBIOGRAFIA
A PROPOSITO DI POLITICA, C’E’ QUALCOSA DA MANGIARE?
La battuta soprastante è di Totò e scusate se è poco.
Io, per mio conto, ho fatto per quattro anni il consigliere comunale di *** e mai uno straccio di corruttore che mi fosse venuto a cercare per oliarmi.
Le ipotesi sono le seguenti:
1. la mia fama di incorruttibile rendeva inutile qualsiasi tentativo di contatto (c.d. ipotesi eroica)
2. dato che contavo meno del due di coppe a briscola quando regna picche (per chi non l’avesse notato trattasi addirittura di altro tipo di carte), il porre a mia disposizione danaro o generi di conforto, non cambiava di una virgola l’iter di qualsivoglia pratica (c.d. ipotesi realistica)
3. era già abbastanza unto di mio da essere inutile un’ulteriore oliata (c.d. ipotesi dell’acne e della forfora o ipotesi viscosa)
Comunque facevo la mia porca figura in aula consiliare, con il vestito della festa e, incredibilmente, i miei interventi venivano ascoltati con una certa attenzione. Una volta, in barba a qualsiasi possibilità di rielezione, davanti a una contestazione dell’opposizione su un eccessivo utilizzo di consulenti esterni e dell’inutilità del loro pagamento, me ne uscii asserendo che anche molti dipendenti dell’ente apparivano inutili e quindi, applicando il medesimo metro di giudizio, andavano licenziati o non pagati.
A questo punto rammento due battute (la prima è di Vergassola) sui dipendenti pubblici:
a) io sono un dipendente pubblico e quindi, per principio non faccio niente: sulla mia lapide ci sarà scritto: “Qui riposa, per la seconda volta…”
b) io sono un dipendente pubblico e quindi, per principio devono essere pagato: se poi volete che lavoro pure, lo stipendio me lo dovete dare doppio
L’aula consiliare, che era sorda e buia (per citare uno che se ne fregava del parlamento tanto quanto silvio b.), ha comunque visto, anche antecedentemente al mio quadriennio, alcuni momenti mitici:
Sindaco: passiamo ora ad affrontare il problema idrico
Consigliere B.: mo’ basta co’ ‘sti discorsi inutili! Tenamo da parlà dell’acqua!!!
Qualche mese dopo, premettendo che Dante Sc era senatore di *** e Dante Sp ne era il sindaco:
Consigliere X: Qui cominciano le dolenti note, come diceva Dante
Consigliere B.: Ma Dante chi, Dante Sc o Dante Sp, perché Dantuccio mio ‘ste cose non le dice.

Dopo i miei 4 anni di consigliere mi sono ripresentato e qui per capire il mio risultato bisogna considerare il destino cinico e baro, la questione medioorientale, la Luna e Urano nel Leone, la precessione degli equinozi, la tettonica a zolle, l’avvento della difesa a zona, la dieta a punti, il dilagare dei telefonini, la carenza cronica delle mezze stagioni, l’impazzare dei reality show.
Insomma, mi hanno trombato: sono, rattristato e rattrappito, il primo dei non eletti.
E’ la stessa sensazione che ha quel poveraccio che è arrivato quarto alle Olimpiadi.
La medaglia di latta…

Nessun commento:

Posta un commento