giovedì 19 gennaio 2012

dalla mia autobiografia:
DELLA VITA CHE POTEVA ESSERE E NON E’

Devo in qualche modo tornarci a quella maledetta rossa della cartoleria, quella della prima puntata dell'autobiografia.
Quando vado dalla macchina allo studio e quando esco dallo studio e vado verso la macchina [e, per amore di precisione, d’estate (quando si accende) quando vado dal motorino allo studio e quando esco dallo studio e vado verso il motorino] (le parentesi quadre sono un omaggio a tutti i miei professori di matematica, anche a quel bastardo che all'università m'ha messo 18), automaticamente mi metto a canticchiare i seguenti immortali versi di Franco Battiato:

La stagione dell’amore
Viene e va
I desideri non invecchiano
Quasi mai
Con l’eta’
Ne abbiamo avute di occasioni
Perdendole
Non rimpiangerle
Non rimpiangerle, mai

E poi, piu’ o meno subito dopo:
Ancora un altro entusiasmo
Ci fara’ pulsare il cuore
Nuove possibilita’ per conoscersi
Ma gli orizzonti perduti
Non ritornano mai

Sinceramente non so per quale motivo questa cosa e’ cosi’ ricorrente.
Non so se ce l’avete in mente la canzone, ma fa ripetutamente una sorta di tsci-bum tsci-bum e nel video Battiato, con a destra un prete e a sinistra una bonazza (o versa vice), ad ogni tsci-bum tsci-bum piegava le ginocchia.

Ecco: a canticchiare tsci-bum tsci-bum posso andare avanti anche un’ora.

La stagione dell’amore
Viene e va

Quand’ero piccolo mi chiedevo se gli oroscopi facessero distinzione tra scapoli (nubili) e sposati(e). Che so: “scorpione: un nuovo incontro potrebbe essere quello decisivo, sarete travolti dalla passione e dalla voglia di nuovo”.
Ma come gira? Che so, sono scorpione, sposato con quattro figli, incontro la figlia del portiere, brunetta sbarazzina diciannovenne e mi rifaccio con lei una vita a Baden Baden?

Oppure gli oroscopi sono solo per i single (uomini) e le zitelle (donne)?
Chiosa: la stagione dell’amore viene e va.
Pero’, provate ad immaginarvi quarantenni, col diaframma inesorabilmente rilassato, un’area di servizio al posto dei capelli, detrazione per coniuge e figli a carico e cominciare a provare brividi da sedicenne alla semplice apparizione di una Clio violetta (o di una Y 10 bordo’, per citare una canzoncina, o di una Golf GTD TDI PPP CCC).

Avete visto l’adorata in un bar all’una di un giovedi’ mattina e vi appostate tutti i giovedi’ all’una allo stesso bar per mesi, senza che lei si ripresenti.

La bramata ha confessato una volta che si serve esclusivamente nel supermercato Coop (potevo scriverne un altro, di supermercato, ma il comunista che è in me ha deciso per me) e quindi un giorno si’ e un giorno no andate a fare la spesa alla suddetta Coop, facendo tre quarti d’ora di fila per mezzo litro di latte UHT.

L’anelata fa volontariato presso la Croce Rossa e voi ve ne state a casa, perche’ a tutto c’e’ un limite.

Poi un giorno la incontrate vis à vis casualmente in un pizzicagnolo fuori mano e

a) Sudate copiosamente

b) Balbettate frasi sconnesse del tipo “Fuori fa un caldo cane” o “Fuori fa un freddo cane”, dimenticando che con le cazzate sul tempo non si va oltre mezzo minuto

c) Continuate a sudare anche se fuori fa un freddo cane

d) Pensate “cazzo non mi pagano le perizie”, perche’ comunque e’ un chiodo fisso

e) Provate ad apporre languidamente la meno sudata delle due mani su un suo braccio e con non chalance cacciate fuori una battutina risolvi-situazione del tipo “Ero venuto dal pizzicagnolo, perche’ non ho mai capito cosa cacchio vendesse” o andate sul classico, ad esempio collezioni di farfalle o francobolli. A questo punto io normalmente mi blocco, perche’ colleziono soltanto gli Almanacchi illustrati del calcio della Panini, dal 75, e dal 75 ad oggi mai che abbia acchiappato uno straccio di femmina con gli Almanacchi

f) Dite un mero Ciao e lei va via

A me ordinariamente, anche a causa della storia degli Almanacchi, capita la situazione f).

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