giovedì 19 gennaio 2012

DALLA MIA AUTOBIOGRAFIA (che si chiama LA MIA VITA SOVRAPPESO)

DI TUTTO QUELLO CHE NON HO MAI FATTO
Se c’è una cosa che negli ultimi tempi mi fa stare in maniera atroce e’ una sensazione cosi’ illogica da essere insopportabile: invidio le vite altrui, mi strazio a pensare che non ho vissuto esperienze che altri hanno fatto, mi sembra che quello che altri hanno fatto ed io no (e che tanto non faro’ mai) sia esattamente cio’ che mi e’ sempre mancato per essere felice.
Ho provato a fare l’elenco, ma dubito sia esaustivo:

 Andare in discoteca: per anni ho considerato andare in discoteca la cosa piu’ idiota e disdicevole che un intellettuale di sinistra del mio livello e del mio aplomb potesse fare. Adesso penso che magari in discoteca si andava per acchiappare e io mai che abbia acchiappato (dentro e fuori le discoteche, per la verita’)

 Girare l’Europa con il sacco a pelo: non mi ricordo come si chiamava quella cazzo di tesserina che consentiva a quelli sotto i 25 anni di girare in treno senza limiti di percorrenza e a prezzo ridotto. Mi piacciono le storie di quelli che dormono in sacco a pelo alla stazione, che passano quindici giorni di agosto facendo su e giù dai treni in giro per l’Europa, senza lavarsi e senza mangiare altro che cheeseburger e tornano a casa puzzando come stallieri a fine giornata e con un fegato tanto. E ovviamente senza vedere altro che vagoni e stazioni

 Farmi un tatuaggio: giuro che i tatuaggi in linea di massima non li sopporto, perche’ l’ho sempre ricollegati a uomini equivoci, mezzi delinquenti, che nulla hanno a che fare con il rispetto cieco ed ossequioso delle regole che la mia famiglia di legulei mi ha inculcato. Poi pensi al tatuaggio delle donne, in parti innominabili, o meglio nominabili ma inarrivabili, rose coccinelle delfini Tardellimentreurla IloveNY cuorinfranti ideogrammi giapponesi dal significato oscuro del tipo trombami bel marinaio ma a giorni alterni; poi incontri una donna che ti dice che di tatuaggi ne ha due: uno che d’estate si vede, l’altro no e allora il tatuaggio lo vuoi, lo brami, lo desideri, vuoi non piu’ l’anima gemella, ma un tatuaggio gemello, dimentichi tutte le romanticherie da Jacopo Ortis a quell’imbecille di Werther e vedi solo VM 18, XXX, Tinto Brass premio Oscar tutti gli anni, Rocco Siffredi for President, John Holmes, Moana, Ramba, Cicciolina, Eva Henger, ognuna a vent’anni perché tempus regit actum e chi l’ha capita la battuta l’ha capita e chi non l’ha capita è perché è troppo profonda

 Essere magro e segaligno o, addirittura, spalle larghe e palestrato. C’e’ una vecchia battuta di Woody Allen che dice “ho smesso di fumare: vivrò una settimana in più e quella settimana pioverà a dirotto”. Ecco questa è la frase che utilizzo per giustificare il fatto, derivante in effetti da atavica pigrizia, che non mi risulta che io abbia mai varcato la soglia di una palestra con l’intento di trasformare il mio fisico a forma di krapfen in qualcosa di più passabile. Certo, poi dovrei cambiare il titolo dell’autobiografia, ma non trovando fino a data odierna uno straccio di editore non è poi un problema soverchio.

- saper suonare uno strumento; la battuta sul suonare il campanello la bypasso perché è più vecchia della Levi Montalcini, ma mi piacerebbe essere quello che suona di notte d'estate le canzoni di Battisti, con un ragazza che mi fa gli occhiolini mentre a squarciagola canta "Le discese ardite e le risalite" (anche se, con la mia consueta sfiga sono sicuro che, pure se me la porto in un posto appartato, alle prime luci dell'alba, quando si vede un po' meglio e non sono più sotto l'effetto dell'ennesimo chinotto, risulterà con certezza che ho giaciuto con un mostro butterato); oppure vorrei suonare il piano alla Tom Waits con una sigaretta all'angolo della bocca e la voce arrochita dal bourbon (allungato anch'esso col chinotto, of course), con Ingrid Bergman appoggiata sul piano che mi dice "Suonala ancora Stè". Oppure vorrei essere il frontman di una rock band, che fa collezione di groupie, sta sempre fatto (dopo un migliaio di punture inframuscolo antiasma, che sarà mai una pera?)e c'ha il villone a Malibù. Oppure (versione minimalista) strimpellare al piano La Stangata per parenti e amici alle feste comandate.

Nessun commento:

Posta un commento