giovedì 19 gennaio 2012

DAL DIARIO DI silvio berlusconi - 17 MAGGIO 2004
Mi sono svegliato alle 5 con il consueto formicolio ai piedi.
Era Bondi che leccava. Mi sono alzato e fatto jogging nei prati della mia villa di Porto Cervo. Mi sono fermato a curare il roseto, poi ho visto la figlia del giardiniere e le ho detto: "Vieni qua, bella sardagnola, che ti faccio vedere cosa facciamo noi alle mogli dei giudici".
Alle 7 ho preso l'aereo e sono atterrato a Lugano; alle 7 e mezza avevo appuntamento con il professor Pfaffenbichler perché dovevo fare il tagliando al lifting.
Mi ha sostituito una molletta che avevo dietro l'orecchio sinistro che mi suonava a tutti i metal detector.
Alle 10 sono andato presso la suite presidenziale dell'Hotel Le Lac di Lugano.
Lì mi ha telefonato Bush, che mi ha detto, dato che ero a Lugano, se gli verificavo qualche transazione estero su estero che stava facendo la Halliburton. Poi mi ha raccontato una barzelletta carinissima, sui clandestini messicani che nei suoi pozzi di petrolio lavorano in nero.
Alle 12 sono andato dal dott. Rezzonico che mi fa da prestanome in 15 società offshore.
Alle 13 mi ha telefonato il mio portavoce Bonaiuti e mi ha detto che, qualsiasi cosa mi chiedano i giornalisti, io devo ripetere che sono stato tenuto costantemente informato. Probabilmente deve essere successo qualcosa da qualche parte.
Alle 15 sono piombato in elicottero a Milanello, perché dovevo dire ad Ancelotti che nella partitella con gli allievi doveva giocare Tomasson e non Rui Costa. Finita la partitella abbiamo fatto il trenino cantando Brigitte Bardot, per lo scudetto.
Allora mi è venuta la malinconia e ho chiamato Apicella, che alle 18 mi ha raggiunto ad Arcore: la nuova versione di Anema e Core è fantastica e speriamo di lanciarla sul mercato entro un paio di settimane.
Alle 19 è venuto Emilio e si è accoccolato ai miei piedi mentre guardavamo il TG4.
Nel TG4 c'era la foto di Prodi ubriaco, quella di Fassino sulla tazza del cesso e la mia foto del 75 al matrimonio di uno della famiglia Bontade, dove ho cantato Funiculì Funiculà mentre Bernardo Provenzano suonava il piano a quattro mani con Dell'Utri. Che bei capelli avevo...
Poi chiedo a Emilio cosa sono tutti quei servizi con gente con armi in mano, sui carri armati, in un posto dove mi sembrava che facesse un bel caldo.
Emilio mi ha detto che gli ha detto Martino che gli ha detto Letta di dire che, comunque, sono stato tenuto costantemente informato.
Alle 20 mi hanno portato un videogioco nuovo, dove io ho un cacciabombardiere e sparo ai comunisti e ai musulmani.
Alle 22 mi chiama Bush per darmi la buonanotte. "Attacca tu" gli faccio io dopo l'ennesimo bacio.
"Mi ha detto Rumsfeld che abbiamo già attaccato" mi ha risposto lui.
"Cosa? In che senso?" che stupidino, non aveva capito che io volevo fare il romantico.
Lui mi ha detto "Abbiamo già attaccato l'Iran, l'Iraq, quella cosa lì".
"Ah davvero? Ma tanto è una missione di pace" ho risposto io.
E abbracciato ad un peluche a forma di Oriana Fallaci mi sono addormentato.
Che fatica fare il presidente del consiglio!

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