DAL DIARIO di silvio b. – 14 giugno – pomeriggio 2004
Mentre a Porto Cervo mi sto facendo il bagno nella bile, arriva Letta con un foglietto e mi dice: “Maestà questa è la dichiarazione che devi fare ai tuoi sudditi”.
Comincio a leggere: c’è scritto “Mi assumo tutta la respon…”
Comincio a urlare: “Faccia da finocchio, sembri un pirlone; senza di me tu, Bondi e Schifani non arrivavate da nessuna parte, potevate essere al massimo la risposta Mediaset alle sorelle Bandiera.
Io ho costruito Milano 2, Milano 3, ho fondato Canale 5; io ho cacciato nove milioni di dollari per il riscatto degli ostaggi; io non mi assumo responsabilità. Voi italiani dovete assumervi le mie responsabilità!”
E’ arrivato Scapagnini che mi ha detto “Sire, vossia è eterno, ma se continuate a incazzarvi così un coccolone potrebbe pure pigliarvi”.
Io gli urlo: “Menagramo, io ti ho fatto pure sindaco di Catania; senza di me, manco il medico della mutua potevi fare.”
A quel punto mi è saltato un punto al lifting e la bocca si è spostata a metà della guancia. Ho mandato un elicottero a Lugano e è arrivato il dottor Pfaffenbichler che mi ha rimesso due mollette dietro al collo e poi, per fare due chiacchiere mi ha detto: “Ho saputo che le europee sono andate un tantino maluccio”.
Io gli ho urlato: “Bastardo shfizzero, cioccolataro orologiaro demmerda, senza di me stavi ancora a fare il cucù alla pendola della casa del banchiere che mi regge le società offshore a Lugano”.
Devo aver urlato troppo forte perché è arrivata Veronica tutta scarmigliata: “Silvietto che è successo, mi hai fatto preoccupare; io ero nell’ala B a letto con Cacciari che mi faceva l’analisi del voto”.
Non ci ho visto più e stavo per spararle con una lupara, un regalo del mio vecchio socio in affari Bernardo Provenzano, quando tre guardie del corpo a un cenno di Letta mi hanno legato e imbavagliato.
Poi mi hanno messo in una stanza e Letta, Bondi, Adornato, Schifani e Cicchitto hanno incominciato a recitare in coro: “Mi assumo tutta la responsabilità, mi assumo tutta la responsabilità, mi assumo tutta la responsabilità”.
Dopo un’ora così la frase mi era così entrata nel cervello che, come uno scemo, sono andato davanti alla telecamera dove c’era lo stesso operatore che i servizi avevano mandato per fare le ultime riprese agli ostaggi.
Lì, imbottito di Tavor, ho sussurrato: “Mi assumo tutta la responsabilità”.
Non sooonoooo un uomoooooo finitoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo…
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