sabato 21 gennaio 2012

BARTOLETTI : CALCIO = FELTRI : BALDONI

Quella qui sopra è un'equazione e io che ho preso 18 a Matematica lo posso giurare.
L'equazione è blasfema, me ne rendo conto, però la storia del fighetto di Bergamo alta che pontifica dalla poltrona mi ha ricordato un aneddoto che ha visto come protagonisti il baffuto Marino Bartoletti e l'allora imberbe stefanopz.
In quel tempo stefanopz (ormai sono evangelico) era uno studente universitario appassionato di calcio ed era capace di non perdere nemmeno una partita casalinga del ***.
Per stefanopz era inoltre imperdibile l'appuntamento settimanale con il Guerin Sportivo, allora diretto da Bartoletti.

La competenza calcistica di stefanopz, allora come ora, è abbastanza nota e non ha mai sopportato quegli pseudogiornalisti che rimangono a bocca aperta quando gli dicono il nome di un giovane promettente, magari proveniente dalle serie minori.
La cosa che allora mi faceva arrabbiare è che i giornalisti pontificavano di violenza negli stadi standosene tranquillamente seduti in tribuna coperta.
Un giorno prendo il coraggio a quattro mani e scrivo (a penna) una lettera al Guerino, con la mia consueta, acida, verve.
Dopo aver dato dei raccomandati a tutti quei giornalisti figli di giornalisti che sparavano panzane, dico che il problema della violenza non poteva essere affrntato da chi non andava in curva a vedere come davvero giravano le cose.
Ricordo di aver descritto la giornata del tifoso medio in linea di massima così:
- fate tre ore di fila per prendere il sospirato biglietto
-prendete il pullman del club del paesino di provincia e dopo non essere finito nella retata successiva al furto di massa in autogrill, arrivate allo stadio un quarto d'ora scarso prima della partita
- l'unico posto disponibile in curva è aggrappato alla rete di portezione con un piede sul ginocchio del vicino
- all'ingresso delle squadre in campo gettano fumogeni e fino al decimo non si vede un cacchio
- al ventesimo Pruzzo (o Giordano o così via) segna e il vicino, che ha pranzato con la classica frittatono con cipolla vi urla "Gooooooooooooooooooool" in pieno volto
- vi riprendete a metà del secondo tempo giusto nel momento in cui un deficiente si accorge che il vostro vicino non ha esultato al gol di cui sopra e minaccia di farvi ingoiare tutti i Caffè Borghetti del bibitaro, senza aprirli.
- al trentacinquesimo del secondo tempo si aprono le cateratte del cielo e mentre i giornalisti in tribunastampa-coperta ticchettano felici sulle loro Olivetti, noi facciamo raccolta di alcuni dei peggiori ceppi di influenza

Bartoletti pubblica la mia lettera e io mi sento dentro le parole di Andy Warhol: il mio quarto d'ora di celebrità.
Mi accorgo però che pubblica per intero la prima parte dove davo ai giornalisti del culattone raccomandato, e liquida la parte comica con "i giornalisti dovrebbero andare in curva dove niente si vede e botte si prendono".

Mi sento umiliato: una frase squallida, con una sintassi appiccicaticcia.
Non solo: il buon Marino, nella risposta dice: "non so quanti anni hai, ma vorrei prenderti a calci nel sedere".

Butto il Guerino con il mio nome.

La settimana dopo, in prima pagina sul Guerino: "In mezzo agli Hooligans".
Un tale Marco Strazzi, giornalista del Guerino, aveva fatto un servizio di come si sta in mezzo ai tifosi del Liverpool.
Nel testo c'è scritto: "Per rispondere a quel lettore che accusava i giornalisti di non andare mai in curva".
A me mi fremono i polpastrelli, anzi no, i piedi e vorrei prendere Bartoletti a calci: prima mi prende per culo e poi fa un enfatico articolo per fare esattamente quello che io avevo proposto, senza manco darmi le royalty.

Ma anche il buon Strazzi l'avrei voluto prendere a calci: da buon giornalista paraculo era entrato nello stadio senza pagare il biglietto, con un accredito da fotografo; era stato nella curva del Liverpool solo un tempo e non tutta la partita, aveva diffidato i pub di Liverpool dal servire cipolla e dall'articolo si ritraeva che si era cacato sotto dal primo al quarantacinquesimo.
C'era anche una foto con questo fighetto con gli occhiali e l'aria angosciata in mezzo a quattro portuali a torso nudo e tatuati da capo a piedi.

Quest'anno Bartoletti si è candidato col centro destra a sindaco di Forlì e ha raggiunto a malapena il 30%.
Commento elegante da parte mia: te la sei presa in quel posto, bastardo guardapartite a ufo.

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