sabato 21 gennaio 2012

BAD DREAMS? JUST DREAMS

Io sono un uomo di cultura superiore e quindi vi informo che il titolo del post è un dialogo tra la zia scema e Lucy Honeychurch in Camera con vista di E.M. Forster.
Un tizio che commentava il libro aveva scritto che era la frase che dava il senso al libro, ma il motivo non me lo ricordo.

Ebbene, l'altro ieri sera ho incontrato per strada Alessandro (e il post è semplicemente una scusa per salutarlo) e abbiamo parlato qualche nanosecondo del blog.

Ebbene 2: la notte ho sognato Alessandro.
Anzi, voglio essere più preciso, ho sognato che gli dicevo 'sai che ci scrivo domani sul blog. Ci metto una battuta: il fumogeno buttato dagli interisti su Dida non era un atto di teppismo, ma un saluto al nuovo papa.
Infatti si trattava dei ratzi-boys'.

E lui rideva a crepapelle; e qualcun altro là attorno rideva a crepapelle. E io mi dicevo, cazzo quanto sono spiritoso.

Ecco a che sogni mi sono ridotto.
Innanzitutto Alessandro è una persona ben superiore a uno che ride a crepapelle di una battuta così; due: occorrerebbe istituire una sorta di Garante per la privacy nei sogni: io faccio un sogno in cui c'è un'altra persona: l'altra persona mi deve dare l'autorizzazione per sognarla, altrimenti deve apparire nel sogno con la striscia nera sugli occhi o con la faccia coperta da un effetto video.

Tre: ma quei bei sogni che finisco a letto con una maiala, perché non li faccio più?

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