30/08/2004
LE MIE OLIMPIADI
Per anni mio padre mi ha angosciato con un secondo posto al lancio del peso quando faceva il secondo liceo: e c'aveva pure la foto con il podio con scritto 1, 2 e 3, con lui con una polo con il colletto largo quanto quelli di Sandro Ciotti e lo sguardo fiero.
Mio fratello ha giocato fino in serie B di pallavolo.
Io sono stato vicecampione provinciale di pallavolo in secondo liceo, ho vinto il torneo di ping pong sulla Costa Classica nell'agosto del 2001 (premio: un cappello blu con scritto Costa, taglia per microcefali) e in settimana bianca al Forte Sport Hotel di Sella Neva (UD; premio un aperitivo, con oliva, fetta di limone e ghiaccio, nel bar adiacente).
Un tale curriculum mi ha convinto a schierarmi in prima fila davanti alla Tv per le Olimpiadi e, che ci crediate oppure no, ho visto almeno un minuto delle gare di tutte le medaglie d'oro italiane e l'Italia non ha vinto nessuna medaglia d'oro nelle gare in cui ero assente dal divano posto, direi opportunamente, davanti allo schermo.
Occorrerebbe a questo punto aggiungere che c'è molto di simbolico nel modo in cui vedo le gare; ad esempio, appena Cassina è zompato sulla sbarra io ho cambiato canale e sono tornato su Raidue solo dopo l'esercizio, perché sono pavido persino quando guardo lo sport in Tv.
Ma questo è un mio problema: comunque ecco il mio resoconto delle 10 medaglie d'oro olimpiche.
CICLISMO SU STRADA PROF: BETTINI
Io ho una proposta per stroncare una volta per tutte l'ignobile pratica del doping nel ciclismo.
Tutti i corridori professionisti ricevono la medesima dose di Epo da un unico centro (una sorta di Sert, se mi scusate l'allitterazione): solo così, essendo tutti drogati nello stesso modo, si può raggiungere una parità dei punti di partenza necessaria per eliminare velenosi sospetti.
SCIABOLA INDIVIDUALE: MONTANO
Nel mondo i praticanti della scherma sono circa un centinaio di cui 15 si mettono Montano di cognome. A Jesi (vedi più avanti) le mamme più scafate sono riuscite a partorire bambine col fioretto al posto della placenta.
La scherma, come noto, verrà eliminata dai Giochi olimpici dopo Pechino, in quanto è del tutto evidente che lo spettatore medio non ci capisce un cazzo
SBARRA: CASSINA
Non c'è bisogno di avere preso 30 a Statistica (io l'ho preso e me ne vanto) per capire che per diventare un ginnasta di successo in Italia bisogna avere un nome russo: dopo Juri Chechi, Igor Cassina.
Matteo Morandi, quinto agli anelli, non ha speranze: suo fratello Ambrogio, campione italiano allievi del cavallo senza briglie, ha richiesto al comune di ribattezzarsi Dimitri Ivan Vladimir.
PALLANUOTO FEMMINILE
Dopo aver visto l'allenatore Formigoni riuscire nella metamorfosi e trasformarsi in Lumaconi, toccando il culo della centroboa per festeggiare l'oro, ricorro al blog per farmi dirimere un dubbio che ho da anni.
L'allenatore delle squadre femminili ha diritto di entrare nello spogliatoio (per il predicozzo prepartita, s'intende) mentre le sue giocatrici si cambiano? E resta nello spogliatoio quando si fanno la doccia? E è vero che ha lo jus primae noctis?
MARCIA 20 KM: BRUGNETTI
Qui ho il dubbio che hanno tutti: ma chi ha insegnato ai marciatori a sculettare così bene?
TIRO CON L'ARCO: GALLIAZZO
In un impeto di fantasia, i giornali sportivi lo hanno ribattezzato il Robin Hood timido.
A me è la medaglia che ha emozionato di più e dimostrava come lo sceneggiatore de La rivincita dei Nerds non si era inventato proprio tutto.
FIORETTO FEMMINILE: VEZZALI
Dopo aver visto la Vezzali, che è di Jesi come la Trillini e come l'82% delle fiorettiste del mondo (a Jesi nella via centrale non fanno lo struscio, ma l'assalto), le mie due zie zitelle, Amalia e Drusilla, ottantenni o giù di lì, si sono sfidate nel cortile di casa, brandendo due uncinetti.
FIORETTO A SQUADRE
Il fioretto a squadre è specialità in cui abbiamo una tradizione secolare: cominciò San Francesco coi suoi compagni nelle campagne di Assisi.
TIRO A VOLO: BENELLI
Altro mio idolo: più vecchio di me, dopo la vittoria il secondo in classifica, un ubriacone finlandese, campione mondiale di tiro alle renne, gli tende la mano: lui non gliela dà, anzi parte in una corsa forsennata per festeggiare l'oro e stante la sua stazza e la veneranda età finisce sotto la tenda ossigeno, dove vive tuttora. Per svegliarlo hanno provato di tutto: dalla ribollita della mamma, all'olio per fucili della Beretta.
MARATONA: BALDINI
"L'oro più bello arriva dalla specialità più dura, dove l'agone e la tenacia si fanno poesia, dove il successo si costruisce solo temprando lo spirito e il corpo. ... Quando i nostri si trovano davanti a circostanze favorevoli in cui è il momento di forzare il destino, di osare, di farsi temerari - occasione uniche che gli antichi greci chiamavano kairos - sono i più bravi di tutti."
Corriere dello Sport, 30/8/2004, pag. 31
Quando ci arriverò io a tanta enfasi, a volare così etereo, a sparare cazzate così grosse?
Nessun commento:
Posta un commento