27/10/2005
ELLERY QUEEN
E' un po' che mi frulla in testa, ma se c'è una cosa che mi manca di quando ero ragazzino è Ellery Queen.
Lo so che per i ventenni dire Ellery Queen è dire come Napo Orso Capo, come dire Belfagor, come parlare dei miniassegni; è parlare di un tempo senza plaistescion, senza telefonini, con due canali televisivi, in bianco e nero.
Ellery QueenUn tempo, vorrei dire un posto, gli anni settanta, l'inizio degli anni ottanta, orrendo per certi versi.
I pantaloni a zampa d'elefante, le pettinature alla gesucristo, gli Alunni del Sole primi in classifica; il terrorismo, che ancora adesso quando sento la sigla del GR Rai mi viene una strizza, perché a quei tempi troppo spesso si apriva con un omicidio, una strage, una gambizzata.
Però certe sere nonna Lidia mi preparava una salsiccia alla griglia, mi scaldava la rosetta sulla piastra, scaldava per un attimo un po' di mozzarella e tirava fuori uno di quei panini di cui a distanza di anni riesco ancora a sentire non dico l'odore, ma la consistenza.
Io salutavo tutti, andavo di sopra, al televisore della stanza di mia sorella, a vedermi Ellery Queen.
I motivi per cui, a distanza di anni non riesco a pensare a una serie di gialli tv più bella sono i seguenti:
Ellery Queen è un quarantenne che vive ancora col papà
Veste di tweed, con un cappello fantastico e sembra uno di quei signori inglesi che passano il weekend nella casa di campagna a fare finta di pescare
E' sempre distratto e sembra sempre fuori dal mondo
A un certo punto della puntata c'è un particolare che fa venire in mente a Ellery Queen la soluzione
A quel punto lui si gira verso la telecamera e mi dice: "Allora avete capito? Ricordate gli elementi che avete a disposizione". A quel punto, io ragazzino prendevo un foglio e scrivevo il colpevole. Se ci azzeccavo era un brivido che un 10 a scuola gli faceva un baffo
Il sergente Velie, collaboratore di Richard Queen, papà di Ellery, commissario di polizia, aveva delle cravatte terrificanti: mitica una con un grattacielo in fiamme
Tutti i sospettati venivano riuniti in una stanza; Ellery spiegava tutto e poi additava il colpevole, il quale, senza strepitare, al massimo insultando un po' la vittima, si faceva placidamente arrestare
La musica della sigla era stupenda tanto quanto quella di Arsenio Lupin e quella di Attenti a quei due
Mi ricordo a distanza di lustri il nome del colpevole di alcune puntate: in una, una donna, appassionata di enigmistica, veniva pugnalata a morte e staccava la spina del televisore proprio nel momento in cui il programma delle previsioni del tempo mostrava un sole: il colpevole si chiamava Helios, sole in greco.
In un'altra il pugnalato a morte era in una cabina telefonica e faceva un numero telefonico, il 232537, di un tizio che con i sospettati non c'entrava nulla. Nessuno riesce a capire perché il moriente ha fatto proprio quel numero, poi Ellery Queen dice che il colpevole è un tale Becker; le lettere del cognome corrispondevano al numero fatto e quello era l'estremo messaggio del moriente (peraltro a quell'epoca in Italia c'erano ancora i telefoni con quella specie di rondella sopra e quindi 'sta storia delle lettere non era di facile comprensione).
Jim Hutton, l'interprete della serie tv, morì di un brutto male nel 79, dopo aver interpretato 22 episodi della serie tv e aver messo al mondo Timothy, buon attore hollywoodiano.
Ho l'impressione che il giorno in cui ho aperto Il Messaggero e ho visto la notizia, qualche lacrimona ha bagnato quelle belle guanciotte di ragazzino cicciottello coi capelli a caschetto.
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