22/03/2007
L'EDUCAZIONE SENTIMENTALE
Ho fatto le elementari dalle suore, che è il metodo più semplice per far venire su adulti agnostici, se non atei. Essendo il primo della classe, nonché cocco della maestra (a cui sono comunque affezionatissimo), ero costretto a essere quello che inventava le preghiere degli Ascoltaciosignore che ogni tanto facevamo da quelle parti , a fare il protagonista nelle terribili recite di Natale (una volta dovetti fare Pozzetto che cantava E la vita l'è bela, e la somiglianza con Pozzetto me la porto ancora appresso) e così via.
Ma non so perché stamattina mi è tornato in mente il cinema del sabato mattina; un sabato mattina al mese, nella sala mensa proiettavano un film; noi dovevamo portare cento lire come contributo e potevamo bearci di un sabato senza lezione.
Erano gli anni di Bud Spencer e Terence Hill, che vedevamo la domenica mattina al matinée in un cinema che (fa venire a brividi pensarlo) è l'unico edificio che è crollato in città nel terremoto dell'84....
E a scuola che vedevamo? Beh, mi sono venuti in mente quattro film: L'ultima neve di primavera, L'albero di Natale, Il venditore di palloncini e Incompreso.
La locandina di L'ultima neve di primavera
Ecco le trame, copiate/incollate dal Morandini (che è lo Zanichelli dei film).
L'ultima neve di primavera
Orfano di madre, Luca soffre per la freddezza del padre, tutto preso dal lavoro e dall'amore per Veronica. Durante una vacanza invernale, malato di leucemia, muore tra le braccia del babbo. Strappalacrime a tempo pieno che espone il suo sentimentalismo come una bandiera alla finestra.
Il venditore di palloncini
Ragazzino mantiene, lavorando sodo, sé e il padre alcolizzato finché si ammala di anemia. Prima che muoia, il babbo rintraccia la moglie che li aveva abbandonati. Patetico addio. Melodramma edificante: un'orgia di buoni sentimenti, un Niagara delle lacrime, una centrale termonucleare di ottimismo piagnucoloso
L'albero di Natale
In vacanza in Corsica ragazzino resta vittima di radiazioni atomiche. Morirà a Natale, assistito dal padre e da una donna con la quale ha una relazione. Dal romanzo di Michel Bataille “il film più lacrimoso degli anni '60”, come fu definito. Il “padre” cinematografico di James Bond e un buon cast assicurano una narrazione robusta.
Incompreso
Rimasto vedovo, console britannico a Firenze si trova impreparato ad avere un buon rapporto con i due figlioletti. Il più piccolo ha tutte le sue attenzioni, l'altro ne soffre
Insomma, ragazzi, vedevamo in pratica solo film dove i bambini morivano, per leucemia, radiazioni, cadendo da un albero, anemia. E noi, bambini di otto, nove o dieci anni, stavamo lì, a vergognarci di farci cogliere a piangere; un compagno di classe che alla riaccensione delle luce aveva ancora un lacrimone sulla guancia fu sfottuto per tutto un trimestre.
Ma che diavolo di formazione potevamo avere con tutti quei film da grattarsi a pelle? Non sono meglio le distruzioni, le bombe, i samurai-robot dei cartoni giapponesi o il wrestling?
Mah, faccio fatica a rimpiangere la mia infanzia, davvero.
Su sollecitazione di Placidasignora e Misi parlo per un secondo di Marcellino Pane e Vino: la trama per così come me la ricordo è che ci sta 'sto Marcellino che è orfano e fa il chierichetto in un convento di frati. Prega tutti i giorni dio di fargli incontrare ancora la mamma e dio lo accontenta: però, dato che dio, essendo onniscente sapeva che un giorno ci sarebbe stato un sito chiamato bastardidentro, invece di far risuscitare la mamma, cosa che, visto il curriculum, doveva essere alla sua portata, opta per la soluzione più semplice e fa morire Marcellino.
A questo aggiungo che, dato che negli anni 50 Totò e Marcellino erano gli idoli fecero un film insieme, Totò e Marcellino (probabilmente redivivo); mi ha fatto venire in mente una copertina delirante di Gente del 99 o giù di lì che, a forza di parlare solo di Lady Diana e di Padre Pio, fece un numero in cui si vedevano Padre Pio e Lady Di che discorrevano su una nuvoletta e un titolo del tipo "Finalmente Lady Di incontra Padre Pio".
E qui nello stream of memories mi viene in mente l'estate in cui Boris Becker vinse il primo Wimbledon: io ero in Germania e i giornali crucchi parlavano solo di Boris e dell'aids che in quei gionri stava iniziando a mietere vittime; e io mi dicevo che, quando sarebbero finiti gli argomenti, i giornali unti di crauti avrebbero titolato "Becker ha l'aids"...
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