sabato 21 gennaio 2012

15/12/2004
NON FIORI, MA OPERE DI BENE
Un noto politico locale, in una riunione del partito, alle critiche di qualche nostro consigliere sul fatto che un altro partito della coalizione volesse votare un ordine del giorno un po’ indigesto, dall’alto della sua saggezza da aeropagita disse: “Un ordine del giorno e un fiore a una donna non si negano a nessuno”.
Una delle leggi di Murphy recita: “se le regali dei cioccolatini è a dieta, se le regali dei fiori è allergica”.
In ossequio a tali insegnamenti, qualche secolo fa regalai dei fiori a una donna, allegando il seguente bigliettino: “Non fiori, ma opere di bene”.
Lei non la prese bene, ma a volte il mio umorismo va un po’ nel macabro.
Il problema è che vengo da una piccola cittadina, e come sanno tutti quelli che vivono in cittadine come la mia, ci sono i manifesti funebri. Quelli del tipo: “dopo beve malattia, si è spento” o “confortato dall’affetto dei suoi cari”.
Ora, al tempo di quel regalo, qualcuno aveva scritto su un manifesto “non fiori, ma opere di bene” e io, come mi capita non di rado, mi ero invaghito di quella frase.
Spesso guardo i manifesti funebri per verificare che non ci sia il mio nome; mi ricorda quando mia nonna era viva e chiamava tutte le mattine al telefono sua sorella minore e il dialogo era invariabilmente questo:
Mia nonna (MN): Oh
Mia zia (MZ): Oh
MN: Come ti senti?
MZ: Bene.
MN: Vabbè
MZ: Vabbè
Un metodo semplice e poco costoso per avere la conferma di essere entrambe in vita.
Un paio di settimane fa, per portarmi sfiga, parlavo dei commenti che sarebbero usciti su Oggi e Gente su un mio decesso dovuto a morte violenta.
Stavolta vorrei dare qualche indicazione per le mie esequie ed alcune disposizioni testamentarie.
1. L’ho già detto: vorrei essere cremato, ma nel senso di essere immerso in un fusto di crema pasticcera; in alternativa, per imitazione di una nota battuta di Woody Allen, vorrei essere cremato effettivamente e voglio che le mie ceneri vengano sparse su Sabrina Ferilli
2. Al mio funerale voglio che sia suonato il secondo movimento della settima sinfonia di Beethoven: chiunque la conosca sa che è una delle più belle e laceranti musiche mai scritte. Voglio che abbia i brividi anche quello stronzo che non mi ha mai sopportato ed è venuto al mio funerale al solo fine di avere certezza scientifica del mio trapasso
3. I miei racconti vengano bruciati. Della (eventuale) gloria postuma sinceramente non saprei che farmene
4. I miei soldi vengano inseriti in una busta e spediti al seguente indirizzo: Dott. Cav. Silvio Berlusconi, Villa Macherio, 20040 Arcore (Mi), con la seguente lettera accompagnatoria: Caro Silvio, mi sono pentito. Ti restituisco una parte dei 480.000 dollari con i quali mi corrompesti quindici anni fa. Firmato, tuo Renato Squillante. P.s.: Di’ a Previti che la sua parte l’ho investita in bond Parmalat, su consiglio del consulente globale Mediolanum.
5. I miei Almanacchi illustrati del calcio e la mia collezione di Le OreMese vengano donati alla Biblioteca Comunale di ***, al fine di educare le giovani generazioni
6. Il mio epitaffio è nel post subito sotto: potete scegliere tra i due diversi dalla prostituta. Uno vale l’altro

Nessun commento:

Posta un commento