lunedì 23 gennaio 2012

11/09/2006
DISTORSORE CONTO TERZI
da L'Unità
Dieci giornalisti sono stati licenziati dopo che si è scoperto che erano stati pagati dall´amministrazione americana per parlare male di Fidel Castro, distorcendo l´informazione su Cuba.

Tra i giornalisti che hanno ricevuto mazzette dall'amministrazione americana figurano tre reporter del giornale in lingua spagnola El Nuevo Herald, pubblicato a Miami, dove si concentra la stragrande maggioranza dei cubani emigrati. I tre sono stati licenziati non appena l'editore è venuto a conoscenza della questione. Oltre a questi, nella lista del governo Usa figurava anche Pablo Alfonso, giornalista de El Nuevo Herald da Cuba che ha ricevuto a partire dal 2001 la cifra più consistente pari a 175mila dollari.

Nell'elenco figura anche Armstrong Williams, commentatore e anchorman che ha ricevuto dall'amministrazione americana 240mila dollari per promuovere le iniziative educative del governo Bush. Ma la lista è ancora lunga e comprende Wilfredo Cancio Isla che ha ricevuto 15mila dollari dal 2001 in avanti, Olga Connor (71mila dolalri), e Juan Manuel Cao, reporter per Channel 41 che ha ricevuto nel solo 2006 11mila dollari.
Ebbene, a quanto pare Bush, dopo aver comprato un'elezione, inventato un nemico e mandato a morire un bel po' di ragazzi americani, si comprava i giornalisti per parlare male di Fidel.
Non mi va di parlare male di deontologia, soprattutto perché con 175.000 dollari in tasca anch'io posso affermare senza tema di smentita che a Fidel Castro gli puzza l'alito e non si lava la barba dall'86.

Del resto Renato Farina era al soldo dei servizi e Giuliano Ferrara, che giova rammentarlo, è persino diventato ministro, si è vantato di fare la spia per la Cia; insomma l'etica professionale ha un prezzo, come tutto.

Io una soluzione ce l'avrei: Il Manifesto ha scritto sulla testata "quotidiano comunista" e, di conseguenza, ognuno sa quale possa essere la sua posizione sul conflitto israelo-palestinese o sulla guerra preventiva.

In questi giorni quasi nessuno vi dirà che per salvare Telecom, il Tronchetto dell'infelicità, come lo chiama Beppe Grillo, sta organizzando un'asta per vendere la Tim al migliore offerente.
Ma oltre Beppe Grillo chi mai darà una notizia del genere? Il Sole 24 Ore? Il giornale economico color diarrea, che ordinariamente è sobrio ed obiettivo, come fa a riferire in maniera sobria e obiettiva di Tronky, se questi è il presidente del consiglio di amministrazione della casa editrice del quotidiano?
E gli altri giornali, ci si chiederà?
Secondo voi di che campano? Di pubblicità, of course: e secondo voi che ha il coraggio di andare contro uno dei primi due-tre inserzionisti?
Vicino al nome del giornale basterebbe scrivere di chi è, che so, "Il Giornale di silvio b."; "Libero al soldo dei servizi"; "Il Foglio di veronica lario"; "La Repubblica di De Benedetti"; "Il Messaggero dei Caltagirone". Oppure basterebbe che Mimum o chi per lui, alla fine del Tg, rammentasse come è entrato in Rai e con chi è andato a cena a Ponza quest'estate.

Un paio di anni fa, sulla strada che porta da qui al mare una ragazza alla guida della sua auto sbanda su un'enorme macchia d'olio fuoriuscita da una fabbrica di lubrificanti e derivati del petrolio che sta accanto alla strada, la Viscolube.
Su uno dei due giornali locali esce una timida notizia che riporta che la ragazza è grave e che il macchione d'olio dovrebbe essere uscita dalla suddetta fabbrica.
Sull'altro giornale, c'è un trafiletto che parla di un generico incidente sulla strada verso il mare, come ne succedono ogni giorno.
Ma stefanopz, che è un po' figliodibonadonna e mammapz non me ne voglia, non riesce a staccare gli occhi dalla prima pagina del giornale: ai lati del nome del giornale, due belle pubblicità della Viscolube.
E allora George, in ragione della mia articolata esposizione debitoria, dimmi di chi devo parlare male e io lo faccio: allego coordinate bancarie per bonifici internazionali.

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