lunedì 23 gennaio 2012

07/09/2006

IMPRESSIONI DI SETTEMBRE

In quel tempo stefanopz non faceva un cavolo come sempre, con la differenza che essendo appena rientrato dalle ferie, poteva addurre come giustificazione a sé stesso la sindrome da rientro.

La verità è che stefanopz ha un meravigliosa stanza d'angolo stile Manhattan da dove vede oltre a due catene non interrotte di monti, una chiesa ( e osservando tale chiesa è agevole scoprire che non è vero che ci siano Quattro matrimoni e un funerale, bensì Quarantaquattro funerali e un matrimonio), lo scheletro del fu-liceo artistico e un po' di strade e case e fratte varie: questa sta stanza che fa, come detto un po' Manhattan, ha la greve caratteristica di essere alquanto fredda d'inverno (non batte il sole in stanza da dicembre a marzo, tipo paesino di montagna) e oltremodo calda d'estate, laddove alquanto e oltremodo sono eufemismi.
In sintesi me stonghe a schiattà de calle.

A questa sfortunata congiunzione astrale occorre aggiungere le seguenti avversità:

la nazionale ha fatto così pena, che ho rimpianto Trapattoni; almeno il Trap quando ha preso in mano la Nazionale aveva vinto tutto; Donadoni ha allenato nel 2001/2002 il Lecco in C1 per 21 partite (7 vittorie, 7 pareggi e 7 sconfitte) e poi ha alternato assunzioni e licenziamenti tra Livorno e Genoa. La verità è che le decisioni le prende Demetrio Albertini che ha chiamato tutti amichetti suoi in nazionale, compreso Casiraghi che aveva fino ad ora allenato addirittura i mitici lilla del Legnano. C'è un vecchio compagno di classe delle medie di Albertini, che ha comprato l'Enciclopedia Medica Garzanti a una bancarella di Lacchiarella e, in funzione di siffatto curriculum, sta per essere nominato medico ufficiale delle nazionali
ho i piedi 44, ascendente 45. D'estate, quando non ero obbligato a vestirmi in maniera decente, da giugno a settembre sfoggiavo le calzature più pittoresche: ho fatto gli esami di maturità con le espadrillas arancioni; ho usato i sandali francescani, le sayonara, gli zoccoli da chirurgo, fino ad approdare agli zatteroni di gomma neri ed arancioni De Fonseca. Consentono di guidare l'auto, ma sono aperte per evitare l'effetto gorgonzola; possono essere lavate e usate nella sabbia e consentono anche una degna presa sull'asfalto in caso di partitella amatoriale di racchettoni. Ora però presentarmi in Agenzia delle entrate con gli zatteroni è un privilegio che ancora non posso vantare: così, come molti ho adottato scarpe eleganti-casual e contro le zaffate moleste, i fantasmini. Ecco, i fantasmini dovrebbero, lo dice la parola stessa, non apparire; si dovrebbe cioà vedere solo la scarpa e un mezzo millimetro di fantasmino al massimo. Purtroppo neanche dopo ampia e pacata discussione con il mio fornitore ufficiale (il negrone che sta fuori dalla Coop), sono riuscito ad evitare che i miei fantasmini arrivano a mezza caviglia, così che se ho i pantaloni lunghi faccio rabbrividire gli astanti perché sembra che ho montato i calzini bianchi alla Piero Angela; se, nei weekend in città ho i pantaloni corti, sembro un turista polacco a piazza san Pietro.
da quando mi hanno ridato la patente vado solo in macchina, per sfogo. Alle tre e mezza, quando esco dalla sessione di pleistescion, il displei della macchina riporta 41° e gli indumenti si innamorano perdutamente della tappezzeria della macchina. Io boccheggio e sudo per una buona mezz'ora dopo che sono sceso, riportandomi così a quel senso di spossatezza e scoglionamento di cui all'inizio del post.

Voglio la stagione delle piogge (da lunedì però, perché domenica vorrei andare, finalmente, al mare con la macchina); voglio che faccia buio alle cinque, per non farmi invidiare chiunque possa starsene a poltrire da qualche parte o a prendere il sole sui veroni di qualche paterno ostello.

Voglio la voglia che non ho.

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