10/10/2006
LA DONNA CHE HA TOCCATO BRUCE
Ogni tanto (diciamo una volta ogni tre o quattro mesi) vado a mangiare in una tavola calda tutt'altro che in.
Agli avventori viene ordinariamente fatto il test del palloncino all'ingresso e viene concesso di entrare solo a coloro i quali risultino positivi.
Parcheggiati sulle sedie di plastica dell'esterno ci sono famiglie improbabili (lui Vito Catozzo senza divisa; lei Deleritta, un metro e cinquanta per 150 chili; purtroppo senza Oronzo Adriano Celenatno, ma con un paio di figli già dediti all'etilismo), venditori ambulanti con carrettino, vecchi dall'alito mefitico e dall'abbigliamento standard (canottiera di lana e pantaloni che furono del vestito buono d'estate; cappotto spigato con revers di un metro e medesimi pantaloni d'inverno).
Ma se si supera l'ordinaria diffidenza si scoprono i due proprietari che sono due persone adorabili; se poi, come Domè, siete pescatori, potete entrare nel locale alle due per il caffè e uscirne alle otto dopo il cocktail San Pellegrino, perché discuterete di tutti i metodi per pescare, dal traino alla caritta (lo so che non esiste la pesca alla caritta; anzi per la precisione la parola caritta l'ho appena inventata io, ma normalmente i nomi dei metodi di pesca sono così particolari da non essere utilizzati in nessun altro comparto del sapere umano), dalla rete alla raccolta di pesci suicidi (che so, branchi interi di marmorette che respintedurante il periodo dell'amore si suicidano lanciandosi direttamente nella barca dei suddetti fratelli al grido di "se ci riesce un salmone a saltare, figurati io").
Tra l'altro a pranzo si mangia in maniera degna e si paga pochissimo.
E, ovviamente, c'hanno il chinotto Neri!
Al tavolo in fondo ci sono Orpi, Gigi, Manu e gli altri (mi scuso con l'amico di Cepr***: mi sfugge il nome).
L'argomento del giorno è ovvio: Orpi ha toccato Bruce a Perugia.
Sulle prime si è schermita: "No ma io non sono una di quelle esaurite...". Insomma racconta che fuori dall'albergo dove alloggiava il Boss c'era una discreta folla: trattandosi di classici esauriti e essendosi esibito il Boss in un album country, i tizi in attesa sfoggiavano selle da cowboy, stivaloni con i rostri e puzzavano tutti di vacca.
Un signore sulla cinquantina,fischiettando il tema di Sette spose per sette fratelli,cercava invano di saltare l'ascia e due gay di passaggio si esibivano in alcune delle scene più calde di Brokebreak Mountain.
Orpi decide di restare lì fuori e dopo un'ora il sogno si avvera.
Bruce.
Gli parlano.
Orpi: "Ye Bruce how are you?
E Bruce: "Orpi, siè accisa, che siè unuta a fà, quancima a Peruggia. Si me mannaui n'esseemmesse ncima agli telefonino te univo a truà ie. E propria uere che a lauà la ciocca galie asene se perde sapone i fatica".
O qualcosa del genere.
Beh insomma pare che Orpi abbia messo una mano sulla spalla a Bruce e che abbia registrato tutta la scena con la telecamera del telefonino, ma che per l'emozione si sia scordato di premere REC e quindi ora piange calde lagrime.
L'amica dà a Bruce i biglietti da autografare; Bruce li prende ma il bodyguard lo fa entrare in auto (ovviamente una Chevrolet del 69 targata New Jersey) e Bruce sembra andar via con i biglietti.
Ma Bruce è uno di noi. Ferma l'auto, apre la portiera e restituisce all'amica di Orpi il biglietto autografato.
Sono al deliriuo; l'amica di Orpi guarda i biglietti. Con un'elegante grafia c'è scritto "Peppino Di Capri".
Orpi, in preda ad un'emozione vividissima chiama Domè e urla nel ricevitore "L'ho toccato! L'ho toccato!".
Domè, che è noto per vedere doppi sensi anche nel Vangelo secondo Matteo, comincia irripetibili commenti sboccati.
Ma Orpi gli fa: "Ho toccato Bruce!"
Domè sviene, non prima di aver venduto a Orpi il negativo della mia foto in baby doll a 150 Euro.
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