sabato 21 gennaio 2012

09/10/2004
ODE A QUELLA COSA LI' (MA NON NEL SENSO IN CUI STATE PENSANDO)

Sto scrivendo odi
da poeta militante
ma sto perdendo di vista
una cosa importante.
Che è quella cosa
che cantano tutti
con l'eccezione, direi
delle gare di rutti.

Quella cosa che è sempre
vicina e lontana
che ha infinite sfumature
da Platone a Moana.

C'è chi ci finisce
a dare di matto,
chi preferisce dedicarsi
ad un cane ad un gatto.

C'e chi nel suo nome
uccide o si ammazza
chi soffre in silenzio
chi urla alla piazza.

C'è chi nel suo nome
per vero coraggio
ci rischia la vita;
è rosa di maggio
ed è margherita
è un vento impetuoso
è discesa è salita
è pericoloso
è gioia infinita.

C'è chi lo nasconde
c'è chi ne va fiero,
chi come Adele H.
impazzisce davvero.

Ed è quella cosa
che senza bussare
ti entra nel cuore
ti vuole parlare
ti sveglia di notte
e ti dice parole
che senza fatica
ti escono sole.

E' un raggio di sole
diretto negli occhi
è un paese di sogni,
di dolci e balocchi.
E' vento e bonaccia
è neve ed è agosto
nessuno la trova
ed è in ogni posto.

A volte ti lascia
senza un filo di fiato
e ti senti finito,
perduto, stremato,
e sputi parole
che non hai mai detto
si soffocano inutili
in un fazzoletto,
mentre fuori c'è sole
e c'è primavera
ti senti soltanto
una nuvola nera.

E' quella strana cosa
che ci fa quel che siamo
questo strano dolore
questo dolore strano...


Grazie a David Riondino per l'ultima strofa, che è servita di ispirazione di tutto il resto.

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