sabato 21 gennaio 2012

05/10/2004
ODE ALLA FINANZIARIA

Stamattina mi alzai
con un'idea straordinaria
voglio sciogliere un cantico
alla legge finanziaria,
che è quella legge
che non si può stare senza
ma che ricorda spesso
asslti alla diligenza.

Della nostra amata patria
sono vuote le casse
ma il pelato ci insiste
che lui abbassa le tasse.
Ci vinse le elezioni:
credette il popolo bue
che le avrebbe ridotte
già nel 2002.
Passò ovviamente
il palindromo anno
ma la gente cascò
all'ennesimo inganno:
il venditor di Arcore
tutto gonfio di sé
ci disse "Io le abbasso,
ma nel 2003!"
Ovviamente anche questa
fu una crassa bugia,
crollava ogni giorno
la nostra economia.
Per il 2004
continuò l'illusione
e ci dice di credere
che non c'è l'inflazione.

E anche in questi giorni
lui dà fiato alle lingue
e dice "Le riduco
per il 2005"
Per questi ritardi
ogni giorno ha una scusa
è colpa di Bin Laden,
degli sbarchi a Lampedusa,
la colpa è del PCI,
di congiunzioni astrali,
i Gemelli nel Leone
ci furono fatali.
La colpa è della Cina,
la new economy, le bolle,
poi c'è l'effetto serra
e la tettonica a zolle.

E mentre lui continua
a prender pei fondelli
scompare mezzo mese
e si rifà i capelli;
gli piace intrattenerci
gli piace star sul palco
e intanto lui sguinzaglia
Tremonti o Siniscalco
a dire agli italiani,
come se non bastasse,
la colpa è solo vostra
se non abbasso le tasse.

Ed il vero problema
sono i dieci milioni
che credono tuttora
alle televisioni.
Le sei televisioni
le pubbliche e private
che ogni giorno propinano
le solite cazzate.
berlusconi promette
per il 2120
di farci tutti quanti
più felici e contenti.
In quell'anno finalmente,
prendetevi un appunto,
le tasse caleranno
di quasi mezzo punto.

Qualcuno mi dirà:
"Ma allora sarò morto".
Ma silvio spiegherà
che siamo noi nel torto.
La spiegazione invero
è di quelle banali
berlusconi è eterno
e noi siamo mortali.

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