sabato 21 gennaio 2012

08/12/2005

IL NONNO PORCO DI POPOV

Scrivo questo post con in testa un cappellino di lana arancione e azzurro-evidenziatore, con un ponpon giallo in testa.
Non mi è arrivata la sindrome dello sportivo di mezz'età, ma insomma il paracarro (il quale peraltro può confermare il colore del cappellino) mi sta trascinando qua e là, tra piscine e stradine di campagna dove corricchiare e andare in bici.
Nonostante il paracarro mi dia più di qualche annetto (diciamo un po' più di un lustro), fisicamente io sto a lui come Giuliano Ferrara sta a Aldo Montano (augurando in tal modo al paracarro compagnia simile a quella della sua concittadina Manuela Arcuri); per cui, lui va e io arranco.

Ma i motivi sono altri.

Domenica eravamo in piscina; una bella piscina con finestroni a vista, con la temperatura dell'acqua stile Caraibi e poca gente.
Non andiamo in piscina a ***, perché, strano a dirsi, andiamo in piscina per nuotare e andarci a *** comporterebbe una dilatazione delle pause e l'utilizzo del fiato per opere di vario taglio e cucito.

Ma io sono strano e riesco a fare sociologia spicciola pure in piscina. Qualche esempio:

Il bastian contrario
In piscina, come per strada, si tiene la destra. C'è però sempre qualcuno che, o per ignoranza o per difficoltà nel tenere la rotta, finisce contromano. La craniata è quindi in tale caso pressoché assicurata.
C'è una variante del bastian contrario: è il bastian contrario leinonsachiconoio. Esempio tipico: un assessore del comune di *** che se ne fregava dei compagni di corsia e andava contromano per far vedere che lui poteva fare quello che gli pareva

Popov
Il nuotatore-Popov di solito angoscia i nuotatori liberi del turno di sera. Arriva, si tuffa dai blocchi, fa quattro vasche a quaranta all'ora alzando geyser di acqua. Dopo di che prende e se ne va. Più complessa il Popov-farfalla che arriva, si tuffa dai blocchi, fa le quattro vasche di cui sopra a farfalla e poi, immancabilmente se ne va. Questa variante del Popov fa incazzare tutti perché notoriamente lo stile a farfalla fa morti e feriti nella corsia per le manate e le pedate, innalza torri d'acqua che nemmeno lo tsunami e soprattutto noi normali lo odiamo perché sono decenni che cerchiamo di fare la farfalla ma alla terza bracciata chiamiamo il 118.

Van Amlsczsvscscsik
Prende il nome dalla regina del nuoto femminile Franziska Van Amls...Amslcz..., vabbè Novella Calligaris. Esiste una versione soft, e cioè una nuotatrice che si muove sinuosa e che riesce a inanellare quaranta vasche a stile senza fermarsi mai e senza fare neanche un grugnito quando prende aria, che esce dopo cento vasche in mezz'ora e è leggiadra e leggiera e si muove come una donnola nella neve. La versione hard ha almeno un tatuaggio, le spalle alla Navratilova e quando prende aria sembra Monica Seles al quinto set.

Il nonno porco di Popov
Nella piscina dove andiamo io e il paracarro, arriva tutte le domeniche mattina. Ha la barba che sembra semplicemente non fatta e un costume che più che andargli largo gli va moscio.
Ha l'accento romano e lo chiamano Maestro.
Punta la ragazzina e poi le comincia a dare consigli: "devi mettere le mani a cono dentro l'acqua; fai entrare il braccio nell'acqua a quarantacinque gradi; tieni le dita dei piedi in linea con gli omeri" e così via.
Poi con la scusa di controllare se l'allieva impara, appena lei parte a rana, lui le parte dietro e si mette a un metro e mezzo di distanza. Chiunque sia andato in piscina sa che il sogno di tutti è fare una vasca in apnea dietro una diciottenne (di meno è reato...) che fa rana. Ecco, il nonno porco di Popov ci riesce; sta con la testa a pelo d'acqua come i coccodrilli o come i sommergibili in immersione. Appena la diciottenne in questione comincia a sgamare, lui cambia preda. Attacca pure con lei con la storia delle mani a cono e così via, finché non beccherà una Van Amslzczik versione hard che lo corcherà a dovere.

Nuotatori della domenica
Questi siamo io e il paracarro, che accompagnati da Aldo, dopo un'oretta e una cinquantina di vasche, ce ne siamo andati in un meraviglioso bar (dove qualche mese fa è stato peraltro presentato La notte dei bloggers), con annessa libreria, a parlare di libri e a gustarci un caffé rafforzato con cose varie innominate, tra cui certamente un po' di bailey.
E a pensare ad allenarci per diventare anche noi, un giorno neanche troppo lontano, come il nonno porco di Popov

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