30/11/2005
TEOREMA
Prendi una donna, trattala male, lascia che ti aspetti per ore, non farti vivo quando la chiami, fallo come fosse un favore; fa' sentire che è poco importante, dosa bene amore e crudeltà, cerca di essere un tenero amante, ma fuori dal letto nessuna pietà.
Ieri vedevo la pubblicità della classica compilescion di natale: le più belle canzoni d'amore degli ultimi 86 anni:
fa sentire canzoni di superfamosi e, come terza, lui, Marco Ferradini, Teorema.
La canzone la conoscono tutti: comincia che non si capisce se è Teorema o è una canzone di Christopehr Cross (forse Arthur's theme), e poi... E poi.
I tre secondi in cui, ieri, l'ho sentita, ho pensato cinquanta cose diverse.
La prima: qualsasi delle due strofe provate ad applicare, sbagliate sempre.
Prendi una donna, dille che l'ami e così via. La verità è che con le donne si sbaglia sempre e comunque.
La legge di Murphy sui regali alle donne dice: "Se le ragali dei fiori, è allergica; se le regali dei cioccolatini, è a dieta":
Vari sono i corollari a questa legge: "se le regali un profumo, lei s'incazza perché il messaggio è che puzza; se le regali biancheria intima osée, lei s'incazza perché le stai dicendo che è una troia; se le regali una sciarpa, la pelle del collo le si irrita; se le regali un portachiavi, sei un pezzente".
A questo punto mi viene in mente una barzelletta letta su "Mille barzellette per tutti i gusti" , tomo che mi accompagnava nelle sedute attorno ai dieci anni: "Caro, caro, perché anche quaest'anno mi hai regalato una pelliccia? Io volevo un'automobile' ' Cara, ..., è che le automobili finte non le hanno ancora inventate..."
Ma sto divagando.
Pensavo a Marco Ferradini, al fatto che ha scritto e cantato una canzone epocale. Dieci anni dopo averla scritta, e quindi una decina di anni fa, in diretta nazionale in seconda serata, c'è il Cantagiro, o qualcosa del genere; incredibilmente in diretta da ***.
Lui canta Teorema. Dopo di che, la gente comincia a applaudire; dieci secondi, venti, trenta, un minuto, cinque minuti. Il presentatore torna sul palco, ma non riesce a riprendere; Marco Ferradini guarda quella gente con le lacrime agli occhi.
Quell'estate il disco esce di nuovo con buon successo.
E io mi chiedo cosa vuol dire essere la persona che ha scritto una canzone stupenda, magnifica, epocale. E poi basta.
Penso ai Knack, quelli di My Sharona, a Jerry Rafferty, di Baker Street, a Enola Gay degli Orchestral Manouvres in the Dark; penso agli autori di quelle canzoni, e me li immagino, non so perché, ubriachi la sera a pensare perché l'ispirazione, il soffio di dio, è arrivato per qualche minuto e poi, e poi è andato via.
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