lunedì 23 gennaio 2012

La mugliera di Pavelo mi racconta che in pochi giorni è stata testimone oculare di un investimento di una donna e ha beccato uno contromano sulla superstrada (immediato il pensiero alla famosa barzelletta: Radio: "Attenzione c'è un pazzo contromano sul raccordo" Vecchietto alla guida. "Un pazzo? Qua ce ne stanno cinquecento").

A me viene in mente un simpatico accadimento di sei o sette anni fa; vedo un tizio sulla spiaggia sulla quarantina con il braccio ingessato e dico alla persona con cui bivaccavo in riva al mare "ma come cavolo ci si fa a rompere il braccio a 40 anni". Un'ora dopo mentre vagolavo in bici, il sellino dopo aver per anni sommessamente protestato per il quintale che era costretto a sorreggere, realizza il sogni dell'Areonautica militare italiana in merito ad Ustica e precipita per cedimento strutturale.

Io precipito al suolo, ma cado sul posteriore e quindi nulla quaestio.

Beh, ieri mi stavo per schiantare sulla barra del telepass. Essendo io un fighetto c'ho il telepass anche se vado in autostrada poco o nulla; di solito il telepass riconosce da lontano il mio Rav4 e si alza come il membro di un marinaio che raggiunge un porto dopo un mese di navigazione.

Ieri la barra mi vede si alza e io, come mio solito passo attorno a 50 all'ora; a 10 metri, forse meno la barra si abbassa.

Quando ormai lo schianto sembra inevitabile, come in uno scatto d'orgoglio derivante da ansia di performance, la barra si alza, quando ormai cominciavo a pregustare le strisce biancorosse sopra l'aggressivo muso nero del mio suv.

Beh, ragà, statemi lontani...

(oggi a pranzo mi raccontano che il giornalista con la voce più somigliante a Daffy Duck e cioè Mario Giordano, si è esibito in un articolo su un giornale di destra in cui dopo aver visto i 12 punti di prodi si lanciava in paragoni con i dieci comandamenti e infine evidenziava tutti i risvolti numerologici della cifra 12: praticamente due dei miei ultimi post...)

Nessun commento:

Posta un commento