giovedì 19 gennaio 2012

IO CREDO NEL CHINOTTO E NEL DECESSO

Lo so, lo so, che la frase del nostro vate(r?) Woody Allen è "io credo nel sesso e nel decesso", ma la mia situazione personale mi fa preferire il chinotto, anche perché , dovendo pagare per l'uno e per l'altro, il chinotto costa meno e non devo indossare scomodi impermeabili in lattice.
Sarebbe tempo di bilanci, ma visto il mestiere che faccio, vedo bilanci tutto l'anno, comprese le feste comandate, e quindi la fine di una stagione non fa tanto effetto.
Però da me stesso riceviamo e volentieri pubblichiamo quanto segue.

Lo spartiacque tra un'adolescenza tutt'altro che inquieta e una sorta di pre-mezza età che per me è comiciata attorno a 21-22 anni è stata una vacanza a Barcellona.
La squadra era quella delle vacanze studio in Germania, stefanopz, Gigio e Andrea; memore del mitico ANCHE A TE, proferito dalla sua prima fidanzata rispondendo alla domanda 'mi piaci moltissimo', stefanopz confida nella cabala e spera nel motto "squadra che vince non si cambia".
I tre partono per Barcellona, ma il loro treno viaggia con un anno di ritardo.
Sì perché c'è un anno per andare a Barcellona, uno per andare a Ibiza, uno per andare a Ponza e così via (l'anno di *** non arriverà mai...): ecco, l'anno giusto di Barcellona era stato quello prima.
Si narrava che c'era così tanta gente di ***, per dire, che sulle Ramblas non si salutavano col classico "Incredibile, che cazzo di combinazione, che diavolo ci fate qua a Barcellona" e così via, ma quando i miei conterranei si incrociavano era come sul corso di ***:
"Cià"
"Cià"
E basta.
E poi si narrava di discoteche, fumo a fiumi (è solo un'immagine, giacché ho indicato una cosa solida che ha un soprannome gassoso fare una cosa liquida) donne di qualsiasi razza, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali, a supina (e a volte prona) disposizione.

Ecco noi, dopo ventisette ore di treno, arriviamo in una pensione nel barrio del Pi, se non sbaglio e decidiamo di fare i turisti.
Non solo, decidiamo di fare i turisti al risparmio: a pranzo solo gelati e alle sette e mezza di sera una fame della madonna.
Ma chiunque abbia girato la penisola iberica sa che alle sette e mezza di sera mancano ancora un paio d'ore all'apertura di qualsivoglia pubblico esercizio, per cui spesso per evitare di apparecchiare troppo presto i ristoratori ci consetivano di cucinarci vettovaglie direttamente nei loro pentoloni.
Alle otto e mezza, quando i fruitori della notte barcellonese stavano ancora per svegliarsi dalla siesta pomeridiana, noi ci trascinavamo stanchi sulle Ramblas, pensando a quali monumenti avremmo potuto vedere l'indomani.
Alle nove e mezzo, stefanopz, Gigio, Andrea e tre galline andavano a dormire.

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