lunedì 23 gennaio 2012

IL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE

Quando ho comprato il primo pacchetto di caffè equo e solidale ho letto sull'etichetta "distribuito da ... srl - Bolzano"; ho quindi immediatamente chiesto al venditore perché un caffè equo e solidale venisse distribuito da una srl, che senza dubbio alcuno ci lucrava sopra.
La venditrice mi disse che il concetto di equo e solidale era quello che ognuno guadagnasse il giusto, il raccoglitore, l'esportatore, il distributore ed il rivenditore, senza nessuno che sfrutti nessun altro.

Il mio essere disincantato e cinico mi porta a non credere che ne commercio ci sia qualcuno realmente contento di rinunciare ad un proprio ricarico per consentire che in tutta la filiera ognuno guadagni il giusto, sempreché vi sia qualcuno in grado di definire cosa sia "il giusto".

Beh, questa premessa non c'entra una mazza con Billy Bragg.
Sabato sera vagavo attorno al negozio di dischi migliore di tutto l'emisfero boreale (www.nordovest77.splinder.com) e dopo aver finalmente raggiunto il traguardo del ventesimo cd comprato (con ventunesimo in regalo, i Virginiana Miller su suggerimento di A'ndo), vedo spuntare sulle bellissime teche del negozio un disco di Billy Bragg.

Billy Bragg è un folksinger inglese, notissimo negli anni 80 per essere acerrimo nemico della Tatcher, cantore dei minatori in rivolta, sosia di Larry Bird e, di conseguenza, di un mio amico di nome Erio.

Le canzoni migliori, tutte tostissime, sono chitarra elettrica e voce, senza compromessi.
Decido di comprare un bellissimo cd, a memoria dei tre vinili che avevo di Billy Bragg e il buon Nordovest mi chiede 12 Euro, che per un cd doppio è un prezzo alquanto basso.
Eppure, aprendo il cd c'è un messaggio di Billy Bragg che dice in via pratica: "Ragazzi 'sto disco non può costare più di tre sterline e novantanove". E così ripenso ai vinili comprati negli anni 80, col prezzo bloccato perché il principio di Billy Bragga è quello di consentire anche ai più poveri (e certamente allora non dotati di mezzi per il download) di accedere alla musica.

Nordovest è dispiaciutissimo e mi fa: "Ti giuro che io lo pago 10 Euro e quindi già io lo pago più di quanto Billy Bragg vorrebbe". Poco male, perché chi ha il coraggio di aprire un negozio di dischi rock in questa landa desolata dovrebbe essere supportato da contributi pubblici.

E al buon Nordovest, che all'epoca dell'uscita di questo disco aveva appena finito la primina, dedico la canzone che abbiamo sentito insieme sabato sera e che, su per giù ancora mi ricordavo a memoria.

Between the wars

I was a miner
I was a docker
I was a railway man
Between the wars
I raised a family
In times of austerity
With sweat at the foundry
Between the wars

I paid the union and as times got harder
I looked to the government to help the working man
And they brought prosperity down at the armoury
We're arming for peace, me boys
Between the wars

I kept the faith and I kept voting
Not for the iron fist but for the helping hand
For theirs is a land with a wall around it
And mine is a faith in my fellow man
Theirs is a land of hope and glory
Mine is the green field and the factory floor
Theirs are the skies all dark with bombers
And mine is the peace we know
Between the wars

Call up the craftsmen
Bring me the draftsmen
Build me a path from cradle to grave
And I'll give my consent
To any government
That does not deny a man a living wage

Go find the young men never to fight again
Bring up the banners from the days gone by
Sweet moderation
Heart of this nation
Desert us not, we are
Between the wars

Provo a tradurla:

Tra le guerre

Io ero un minatore
io ero uno scaricatore di porto
io ero un ferroviere
tra le guerre
Ho generato una famiglia
in tempi di austerità
con il sudore in fonderia
tra le guerre.
Mi sono iscritto ai sindacati e quando i tempi si fecero duri
ho visto il governo aiutare i lavoratori
e loro portarono la prosperità giù all'armeria
Ci stiamo armando per la pace, ragazzi miei
tra le guerre.

Io ho mantenuto la fede e ho dato il voto
non per il pugno di ferro ma per chi dà una mano
perché loro è una terra con un muro attorno
e mia è la fede nel mio compagno
loro è la terra della speranza e della gloria
e miei sono i campi verdi e il pavimento della fabbrica
Loro sono i cieli bui pieni di bombardieri
mia è la pace che conosciamo
Tra le guerre.

Richiama l'artigiano
portami il disegnatore
costriuitemi una strada dalla culla alla tomba
e io darò il mio consenso ad ogni governo
che non nega a un uomo uno stipendio per vivere
Andate a cercare i ragazzi perché non combattano più
... (questo verso non riesco a tradurlo)
dolce moderazione
cuore di questa nazione
non abbandonateci
siamo in mezzo alle guerre

Sentita un po' di lustri dopo Between the wars dà ancora dei bei brividi colorati di rosso.
E guardando a questi tempi, questi giorni, queste guerre, questi niente, penso che il mondo ha ancora ben bisogno di Billy Bragg.

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