FANTALEGA, MICA CHIACCHIERE E DISTINTIVO
Per un anno la coppa della Fantalega ha campeggiato sul mio armadio tra il bottiglione di chinotto Neri e la raccolta di Fisco pratico. Questo perché nel 2005/2006 la mia squadra, l'Amletico Bimbao, aveva trionfato lasciando i presidenti rivali con la faccia della mucca che guarda passare il treno.
Quest'anno un destino cinico e baro mi ha portato alle soglie della zona retrocessione, ma sono uscito indenne.
Al termine del campionato, presso un noto locale, doveva avvenire la premiazione.
Ora la cena del fantacampionato è uno degli appuntamenti mondani della stagione: gli otto presidenti, più l'ospite d'onore, Eurì, digiunano per giorni interi e fanno fioretti di silenzio al fine di arrivare alla sera fatale, affamati come jene e linguacciuti come comarelle.
Due anni fa, nell'unica volta in cui (a causa di un litigio tra il presidente della Dapao, cuginaldo, e il mitico Giacinto, dovuto forse ad una partita di rattafie tagliata male) la cena si è tenuta in trasferta, il tavolo della Fantalega ribolliva come sempre di urla e schiamazzi, mentre il ristorante e l'Italia intera grufolava nelle giaculatorie correlate al trapasso del pontefice.
Quest'anno la cena è stata fissata e rinviata almento una dozzina di volte: il presidente della PaoloPaolo, Paolo, adduceva infatti gli impegni più disparati: si rammentano una gita in gommone sui Monti Ernici, un viaggio sulle spiagge di Cortina d'Ampezzo, l'incrocio tra Saturno e Urano nel Capricorno e addirittura (la meno credibile di tutte) una giornata pesante di lavoro.
Alla fine quest'anno, la cena della coppa è coincisa con il mercato. Il Quark Hotel rispetto a Villa Grande, la magione del presidente della International Ciociari, è una spelonca buia e sudicia.
Il presidente della Fantalega, il cuginetto, nonché presidente della Bellator Mauro, si presentava con una meravigliosa maglietta blu con scritto "Fantalega Ciociara dal 1997 - Coppa Helvetia" (e questa precisazione è perché, bassamente, il cuginetto tenta sempre di fare pubblicità alla propria agenzia anche nei luoghi meno consono). Sulla schiena, in stretto ordine alfabetico, i nomi delle otto squadre partecipanti: la mia, l'Amletico Bimbao, la Bellator Mauro, la Dapao, la PaoloPaolo e l'International Ciociari, nonché il Deportivo La Carogna, la Settebello, orgoglio di Domè e la Real Sepponta, la sempre deludente compagine cara al presidente RafaRambo.
La maglietta destava immediata invidia, ma veniva velocemente dimenticata davanti al sanguinolento evolversi del mercato; come sempre il presidente cuginetto riempiva con strafalcioni e castronerie il file excel delle squadre; gli altri presidente cercavano di controllare le sue nefandezze (la più nota quella di scambiare Lanna e D'Anna del Chievo, pur avendone uno solo, a seconda di chi dei due avesse avuto il voto migliore).
A metà mercato, il presidente della Bellator adduceva un impellente bisogno di fare una telefonata e usciva dalla sede del mercato.
Vi rientrava dopo qualche minuto con una busta.
Innalzo un peana a quest'uomo! Nella busta altre otto magliette, che, come da foto i fantapresidenti + uno hanno sfoggiato alla cena e, per la verità, anche ieri allo stadio.
Ne innalzo un altro di peana, crepi l'avarizia!
Insomma, dopo questa manifestazione di genio e generosità, alcune incongruenze (53 miliardi per Montolivo e 1 per Adriano) e, come sempre l'acquisto in coppia dei gemelli Filippini da parte del sottoscritto (i gemelli Filippini vanno all'asta sempre insieme e a me servono due Filippini per tenere pulito lo spogliatoio del campo di allenamento) l'asta termina e i presidenti si spostano per la cena: bruschette, melanzane grigliate, mozzarelline di bufala, olive, trippa, prosciutto crudo e coratella di antipasto; due etti di spaghetti alla carbonara e due fette di bolognese per ciascuno.
Per tutti notti complicatissime tra arsura e Biochetasi.
Ma adesso di ricomincia: cinque-dieci messaggi al giorno, corredati di foto.
In palio, come sempre, la cena che gli ultimi tre pagano a tutti gli otto + uno presidenti (quest'anno pagarono Real Sepponta, PaoloPaolo e Deportivo La Carogna); e in più la meravigliosa coppa, in puro rame riciclato che, per un anno ho ostentato con orgoglio.
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