BASSO, MA VOLA
C'è una vecchia barzelletta di un bambino che dice a suo padre, comunista puro e duro: "Papà, ma gli asini volano?" E il padre: "Ma non dire stupidaggini!" "Ma papà, sta scritto sull'Unità!" "Eh, piccolo mio, bassi, ma volano".
Ho passato sei mesi del mio primo anno di università in giro per la FGCI, che, per i più giovani non era la Federazione Giuoco Calcio, ma l'organizzazione dei giovani comunisti.
A quei tempi in FGCI c'erano una decina di ragazzi, in numero pari tra maschi e femmine, fidanziati tra loro; sembravano dei matrimoni laici celebrati dal segretario sezionale.
La cosa che non sopportavo di fare il figiciotto è che i temi da trattare, le lotte da fare erano decise dall'alto.
Io, che sentivo comunque iconoclasta per partito preso (anzi, senza partito preso), mi incazzavo (anche se a distanza di tempo non ricordo bene se era perché ero l'unico non fidanzato...); ricordo una manifestazione sulla pace, in cui accusai i vertici del partito di parlare di pace senza convinzione ma solo per fare proselitismo. Il sindaco comunista di un paesino qua attorno alla fine della manifestazione mi prese sottobraccio e mi chiese come potessi essere così disincantato a diciott'anni. Non mi ricordo cosa risposi, ma poi lui, è stato cacciato dal partito, forse per manifesta umanità.
Ma ho divagato: in realtà mi interessava il concetto del Basso, ma vola.
I bassomavolisti sono, a mio avviso, la rovina dell'umanità, né più, né meno.
Credere ciecamente fa nascere i kamikaze; l'assenza di dubbi impedisce il dialogo, porta guerra, rifiuto del diverso.
Il bassomavolista pacifico è il classico zerbino, lo yesman che annuisce impercettibilmente ma sempre, come Pallegatti quando intervista silvio b.; è il Bondi, l'emiliofede, il bersani quando obbedisce ai sindacati.
Il bassomavolista guerrafondaio è perfetto per immolarsi; i capi continueranno a guidare le operazioni e la carne da cannone continuerà a scarificarsi in nome della fedeltà cieca e bovina.
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