sabato 21 gennaio 2012

31/07/2006

MA CHI MI HA DATO LA PATENTE?

Sabato mattina muovevo le mie stanche membra e il mio meraviglioso Suv (dopo tre anni di leasing l'ho riscattato e è finalmente tutto mio) verso il mare, quando un complice alla guida di un'auto davanti a me di qualche chilometro mi manda un sms: "Occhio c'è la polizia".

Io cerco di contenere la mia esuberanza di guidatore sprint e faccio qualche sorpassetto da ordinaria amministrazione. Supero restando a mio avviso dentro la mia carreggiata, ma la paletta del solerte agente S. mi ferma.
Io sono sempre collaborativo con le forze dell'ordine e scendo tutto tranquillo; anche loro sono abbastanza tranquilli e si raccomandano di stare non troppo vicino alla strada per evitare di essere investito.
Il solerte agente S. ha una macchina da scrivere che Montanelli si roderebbe dall'invidia se fosse ancora vivo e comincia a scrivere.
Vado a memoria, perché se rivedo quel foglietto mi rodo il fegato e anche un altro paio di organi vitali: "Eseguiva un sorpasso in zona vietata occupando la corsia avversa senza rallentare in prossimità di un incrocio in giorno di traffico pesante con esodo a mare e monti".
Questo finale mi ricordava un antipasto o uno spaghetto porcini e gamberetti e quindi mi metteva di buonumore; il solerte agente S. scriveva la simpatica cifra di Euro 270,00 (Euro duecentosettanta/00) su un bollettino di conto corrente postale e mi chiedeva ambilmente se volevo verbalizzare qualcosa. Io facevo verbalizzare di non aver mai superato la striscia di mezzeria e facevo per riprendermi la patente per ripartire per il mare.

"No, questa la teniamo noi" sorride il solerte agente S. "telefoni giovedì a questo numero; gliela ridaremo quando il prefetto vorrà".
Io risalgo un po' groggy sul mio un po' meno meraviglioso Suv e ovviamente continuo a dirigermi verso il mare.
Dopo qualche chilometro chiamo un noto avvocato al quale riferisco l'accaduto. "Ti hanno ritirato la patente, cioccone" mi dice col tono di un padre che parla al figlio un po' ritardato.
Leggo uno dei bei foglietti che il solerte agente S. mi ha lasciato: "Il conducente dovrà rientrare nella sua residenza per la strada più breve e comunque entro le ore 24". Panico.
Decido di andare comunque al mare peritandomi di ledere almeno quattro articoli del codice della strada per chilometro. Dopo alcune telefonate realizzo che la trasferta pugliese di mezzo agosto mi toccherà farla con un mezzo di trasporto che non mi veda alla guida, come un treno, un aereo o una quadriga.

Ma realizzo anche che posso girare per la città con una di quelle simpatiche macchinette che riempiono i parcheggi dei licei privati di Roma; dopo alcune peripezie ed un nuovo sentito ringraziamento al mio cuginetto assicuratore, giro per la città con una fiammante microcar rosso bordeaux.

Si girano tutti.
Chi per vessarmi, molti minorenni per invidiarmi.
Ho proposte di almeno 15 sedicenni di tutti i vari sessi di fargli fare giri a pagamento: tra le proposte ricariche da 5 Euro, partite a game boy, dediche sul Diario Smemoranda, messaggini con scritto K grnd makkina; fatto d kin8, 6 1 figo, e così via.

Mi consola sapere che tutte le volte che ho raccontato la mia storia a qualsivoglia mio concittadino, tutti quanti provavano un'evidente empatia. Il solerte agente S. è infatti il terrore assoluto delle strade locali, comunali, provinciali e statali: nel suo curriculum, si vocifera, una multa alla moglie. Solo nella famiglia del piano di sopra, si contano un sequestro di un motorino e due multe con sottrazione di punti, ad opera del solerte agente S..

Io però mi continuo a fare una domanda: ma chi mi ha dato la patente?

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