28/12/2006
PICCOLI PLAGI TRA SCRITTORI
Tutti noi adoriamo Nick Hornby, la sua delicatezza, il suo humour britannico, la passione per il calcio e per i sentimenti.
Il suo ultimo libro, del 2005, è Non buttiamoci giù
Non buttiamoci giù
La recensione di Internetbookshop è la seguente:
L’autore di Febbre a 90’, Alta fedeltà, Un ragazzo e Come diventare buoni, continua a raccontarci le passioni, le paure, le indecisioni degli uomini e delle donne di oggi in un nuovo romanzo spassoso e commovente, una storia ambientata nella Londra dei nostri giorni, che, nonostante il tema scioccante, è ricca di un humour irresistibile. La vicenda ruota attorno a quattro personaggi, che si ritrovano per caso nello stesso luogo con lo stesso terribile scopo: in cima a un palazzo per mettere fine alla propria vita. Ognuno ha le sue motivazioni: c’è un noto giornalista televisivo travolto dallo scandalo che si è giocato carriera, famiglia e reputazione andando a letto con una quindicenne; c’è una madre che non riesce più a sopportare la condizione di disabilità del figlio, ci sono l’adolescente sboccata e straordinariamente molesta e un musicista fallito, entrambi in crisi per una delusione amorosa. Che fare? La situazione si fa complicata e le soluzioni sempre più imprevedibili. Così, dopo un momento di iniziale perplessità, ha inizio un’animata discussione, gli aspiranti suicidi si raccontano, svelano i loro timori e le loro delusioni, fanno amicizia e infine, di comune accordo, decidono di scendere dal grattacielo. Da quel momento, però, la loro vita non è più quella di prima: ricominciare sarà difficile ma nella vita di tutti i giorni potranno contare sull’intima complicità che li lega e che li condurrà su strade prima impensabili.
Ma io sono un ragazzino curioso e un giorno girando per siti strani, leggo che il libro più bello dell'anno è Piccoli suicidi tra amici di Arto Paasilinna, l'impronunciabile autore de Lo smemorato di Tapiola.
Piccoli suicidi tra amici
Ecco la recensione di Internetbookshop:
Un bel mattino Onni Rellonen, piccolo imprenditore in crisi, e il colonnello Hermanni Kemppainen, vedovo inconsolabile, decidono di suicidarsi. Il caso vuole che i due uomini scelgano lo stesso granaio per mettere fine ai loro giorni. Importunati dall'incontro fortuito, rinunciano al comune proposito e si mettono a parlare dei motivi che li hanno spinti alla tragica decisione. Pensano allora di fondare un'associazione dove gli aspiranti suicidi potranno conoscersi e discutere dei loro problemi. Pubblicano un annuncio sul giornale. Il successo non si fa attendere, le adesioni sono più di seicento. Dopo un incontro al ristorante, decidono di noleggiare un autobus e di partire insieme. Inizia così un folle viaggio attraverso la Finlandia...
Bene, ragazzi, il soggetto è lo stesso di Hornby: un uomo si vuole suicidare, cerca un posto isolato, trova un altro aspirante suicida; si mettono insieme, coinvolgono altre persone e alla fine si aiutano l'un l'altro in una salvifico inno alla vita.
Solo che...
Solo che Paasilinna ha scritto il suo libro dieci anni prima di Nick Hornby e, anche se tutti e due i libri mi sono piaciuti alquanto (e forse quello di Hornby un pochino di più...), mi sento un po' preso in giro dal fatto che uno degli autori di culto della mia generazione, l'aedo dell'Arsenal e di Bruce, prenda un'idea altrui e ci faccia un libro.
E' come se io decidessi ora che il mio prossimo racconto tratti di due ragazzotti della provincia lecchese, che stanno per sposarsi, ma a un certo punto due scagnozzi del boss locale ad un bivio minaccino il parroco e, stante l'attuale situazione politico-amministrativa, anche il responsabile dell'Ufficio anagrafe, al grido di "questo matrimonio non s'ha da fare".
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