sabato 21 gennaio 2012

28/08/2006

ESTATE

Il vero problema è che non ho niente da raccontare.
Ormai mi capita di pensare che faccio delle cose solo perché poi ci scrivo su nel blog.
Ma quest'estate, non c'è niente da dire.
Agli arresti domiciliari per tre settimane, almeno dieci chilometri di bicicletta ogni giorno almento per sopravvivere, con il risultato che ho dei quadricipiti da urlo e delle palle il doppio dei quadricipiti.

Sì è vero, ho letto molto. Il cacciatore di aquiloni, ad esempio, che ogni tanto mi venivano i lucciconi per la commozione; Treno 8017 di Perissinotto che ha come sfondo la morte di 500 persone in una galleria a Balvano, nella più grande sciagura ferroviaria d'Europa, che, essendo capitata durante la guerra, nessuno se la ricorda. E due gialli di Piero Soria, niente male, davvero; e il record, un gialletto di Kathy Reichs, Morte di lunedì, 431 pagine, letto il giorno 16 agosto.

Ho invidiato tutti. Chi andava a zonzo, chi andava alla piscina sotto casa, però ci andava in macchina, chi andava anche a prendere un cazzo di gelato a Terracina, chi poteva caricare le buste della spesa in macchina, che andava in discoteca, chi non ci andava ma comunque ci sarebbe potuto andare.

E' stato il trionfo dell'impossibilità. Forse avrei fatto esattamente lo stesso: passare un'ora a fare colazione leggendo Il corriere dello sport o a sentire un ritmico rumore di Super Santos sull'asfalto.
Una cosa è non volere, il trionfo del nonmenetè; un'altra è non potere.

Stamattina ho preso la macchina, ma mi sono immediatamente routinizzato, seduto sulla mia poltrona verde, alla mia scrivania, sperando di andare a fare un'abortita partite alla PlayStation.
Quando sento i tormentoni dell'estate, Io, l'Happy Hour, quella degli Zero assoluto, c'ho un magone che mi riempie la bocca di un sapore amaro, un sapore imperfetto e inadeguato.
Il sapore delle occasioni perdute.

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