martedì 24 gennaio 2012

27/12/2007

MEGLIO UNA RIFLESSIONE DI UNA FLESSIONE (E ANCHE DI UNA GENUFLESSIONE...)

Dopo una cena complessa, terminata camminando avanti e indietro per casa, alla ricerca di un equilibrio idrolitico ottimale e un pranzo articolato, con momenti memorabili come il rotolo di pasta con spinaci e ricotta, le polpettine di melanzane e la sbrisolona e dopo una quindicina di chilometri col paracarro e il signor G., al fine di fare in modo che i chili a santo Stefano non siano superiori a quelli del 21 dicembre moltiplicato per il numero di portate delle due magnate/ 3,14, mi arriva una telefonata la sera di Natale.

E' l'uomo che per gran parte della mia vita è stato e credo che resterà a lungo mio fratello maggiore.
Come ho detto svariate volte, da lui mi dividono 10 centimetri d'altezza, 1000 centimetri cubici di cilindrata e 100000 Euro di reddito (in tutti e tre i casi i numeri, cinici e bari, sono in suo favore); bene pare che il buon uomo abbia passato la sera di Natale a leggere questo blog e ne abbia tratto i seguenti insegnamenti:

il blog è un insieme di post, ma è necessario un link perché la community dia l'account
suo fratello minore ha talento (frase testuale, ma che a me ha fatto venire in mente che il fatto che io passi tempo per blog e lui lavori forsennatamente, sia il motivo di due delle differenze numeriche di cui sopra, ferma restando quella dell'altezza che non dipende dalla mia cattiva volontà)
bisogna provare a pagare le tasse con un sorriso, ma tutte le volte che gli mando gli F24 lui crede che stia attentando alla sua vita, provando ad eliminarlo fisicamente per crepacuore, laddove è decenni che rifiuta le mie profferte di piatti di lenticchie

A me ha invece insegnato che (e la riflessione di cui al titolo è seria) comincio ad avere un po' di imbarazzo; ho parlato raramente di accadimenti personali, ma ora mi accorgo che la quasi totalità dei lettori del blog mi conosce personalmente; questo mi impedisce di scrivere cose davvero personali, che so, commenti sul rapporto precario con l'igiene di x o la notoria fedifragia di y o la mia malcelata idiosincrasia per z.

A Natale, per dire, dentro busta anonima e non firmata mi è arrivato un libro: L'illusione del bene di Cristina Comencini.
E' la terza volta che, dallo stesso posto, dentro buste senza mittente e senza firme, mi arrivano libri: a Natale 2006 mi è arrivato Il figlio di Bakunin di Sergio Atzeni e al mio compleanno Servabo di Luigi Pintor.

Ecco, questi accadimenti misteriosi mi sembrano alquanto personali e ero in dubbio se parlarne o meno.

(In realtà io ho risolto il caso e la situazione mi fa anche ridere... Ma che dite, apro un altro blog dove non sono più stefanopz e posso ricominciare in gioioso anonimato a parlare dei cazzi miei, come ad esempio di chi mi manda 'sti libri? O continuo così? Oppure faccio diventare il blog privato, così entra solo chi pare a me? Per chi mi aiuta a rispondere a questi quesiti posso riciclare una confezione di datteri tunisini di un cesto del 2006, mai ciancicati)

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