martedì 24 gennaio 2012

22/12/2007

Caro Babbo Natale
ho poche pretese:
c'è chi arriva a stento
al ventitré del mese;
vorrei che l'anno nuovo
fosse poco ordinario
vorrei qualche certezza
per chi vive precario,
che cerca un obiettivo
un sogno, un cassetto
incastrato senza sogni
in un contratto a progetto.

Vorrei avere un governo
che vola ed amministra
che parli un po' più chiaro
che sia un po' di sinistra;
io personalmente
sono piuttosto stanco
non vibro più per niente
ho fiele e disincanto.

Vorrei in po' di coraggio
perché non siamo fessi
vorrei che non ci sia conflitto
e non ci sia interessi.
Vorrei che la torretta
autorefenziale
dove i miei onorevoli
ci passano il Natale
sia trasformata un giorno
premendo un tasto enter
in una ThyssenKrupp
in un grigio callcenter,
e vivano un giorno
e dopo gridino Basta
dentro la vita vera
la vita senza casta,
senza più privilegi
senza pensioni d'oro
senza ragazze squillo
Di cosa sa il lavoro?
di lacrime e sudore
di guerra e di latrina.
Vorrei che i loro pusher
di bianca cocaina
li facciano marcire
marcire senza meno
portando loro dosi
tagliate col veleno.

Vorrei che i democristi
contro i pacs e i gay
che sfilano impettiti
dentro a un family day
siano trovati morti
in tanga e giarrettiere
dentro alla più squallida
casa di piacere.

Vorrei guardare in faccia
il mio deputato
voglio potergli dire
'stronzo io t'ho votato'
t'ho scelto per andare
sper me, su mio mandato
a andare a governare.
Me l'hanno negato!
che squallida miseria
che misera nazione
quella dove i partiti
senza più votazione
scelgono i deputati
al posto della gente.
Datemi il referendum
o non datemi niente.

Infine caro Babbo
solo parole tristi
vorrei giornalisti
che fanno i giornalisti
che scordino Garlasco
Perugia, Erba e Cogne
sono spalaletame
vespe e topi di fogne.

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