25/10/2004
Il pomeriggio di un piastrellista (En kakelsättares eftermiddag - di Lars Gustafsson, Guanda 1991)
Ebbene sì, ho letto anche Un pomeriggio di un piastrellista. L'ho letto 4 o 5 anni fa e giustamente qualcuno ha detto che è la descrizione del tragico vuoto dell'esistenza, perché non succede un'emerita ceppa dall'inizio alla fine.
Certo, dopo averlo letto, saprete molto di più sulla posa di piastrelle in quel di Uppsala, ma...
Ma il mio problema è che ho sempre letto che per saper scrivere bisogna leggere tanto: beh, ho letto così tanto che potrei scrivere un libro così lungo che Guerra e pace sarebbe il suo Bignami.
A questo punto, l'unica cosa che mi rimane da fare è innalzare un peana a me lettore, a quello che ho letto (sempreché questo cazzo di elicottero che da mezz'ora volteggia a bassa quota sul mio capoccione non decida un atterraggio di emergenza sul mio balcone).
Il primo libro
che ho letto, mi pare
erano gli Hardy Boys
"Pericolo in mare".
Se tralascio i gialli
e la memoria supporta,
Sandro Mazzola
La prima fetta di torta.
Ho letto da sobrio
ho letto da brillo
ho letto Underworld,
quasi tutto DeLillo.
Ne ho letti di libri
centomila, un milione
di Barney a memoria
io so La versione.
Un intero settembre
coi Karamazòv
dopo un agosto passato
con Raskolnikòv;
ho letto di tutto
ma ciononostante
Tondelli ho scoperto
leggendo Frusciante.
Ieri ho letto tutto il giorno
sto leggendo pure adesso
leggo in camera e in soggiorno
leggo pure dentro al cesso
Leggo sempre quando mangio
meno spesso quando bevo
ho letto Gente di Dublino,
Pirandello e tutto Svevo.
L'ottocento francese
da Zola a Balzac,
e poi il novecento
giù fino a Pennac.
Ho letto in tre giorni
La Macchia umana
per Il rosso e il nero
una settimana.
Gli anni con Laura Diaz,
Lucarelli, Ammaniti,
li ho aperti
e in due giorni li avevo finiti.
Ho letto in due ore
Camilleri e Carlotto,
Yeoshua è un genio
ma a volte mi ha rotto.
E c'è qualche autore
che o lo odi o lo ami
che so, Martin Amis,
Updike, Murakami.
Di gialli ne leggo
a rotta di collo,
ma è con Jean Valjan
che ho perso il controllo
ne leggevo una pagina
al dì, ma del resto
avevo paura
di finir troppo presto.
Vi prego, datemi
del rimbambito
ma Il giovane Holden
io non l'ho capito.
E quello che penso
da vorace lettore
è che il prossimo libro
è sempre il migliore.
Chissà quanti ne ho dimenticati, ma è un'ode integrabile e modificabile...
Quella che leggete ora è la versione 1.2.
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