sabato 21 gennaio 2012

24/05/2006

SONO PRONTO PER LA PROVA BIKINI

Sto dimagrendo; è indiscutibile.
Fino a un paio di mesi fa se incontravo dieci persone, cinque mi dicevano "Stè stai a ingrassà" e cinque mi dicevano "Stè stai a dimagrì".

Ora qualsiasi persona incontro che non vedo da uno o due mesi dice: "Stè stai a dimagrì".
Anzi, stamattina una collega mi ha detto: "Stè te stai a sciupà".

Non so se ho raggiunto quello che è il mio obiettivo di anni e cioè scendere sotto il quintale, perché, per il mio approccio da struzzo all'esistenza, non poggio la mia maleodorante carcassa su una bilancia dalla terza guerra punica.
Però se infilo il dito nel collo della camicia c'è un po' di spazio; mi sono comprato le scarpe con i lacci, perché non devo sbottonarmi più i pantaloni ogniqualvolta mi allaccio le scarpe.

Certo, come tutti quelli sovrappeso, l'arrivo dell'estate corrisponde immediatamente all'emergenza ascelle, per cui esco di casa alle sette profumato come la rosa purpurea del Cairo e alle nove e mezza puzzo già come la coscienza di un iscritto a Forza Italia.

Beh per buttare giù qualche chiletto ho comiciato a passeggiare la domenica mattina col paracarro.
Ora chiunque conosce il paracarro sa che, nonostante abbia più di settantasei mesi più di me, fisicamente io sembro distanziarlo di qualche lustro; arrancandogli dietro ho raggiunto lo scopo minimale di non avere bisogno della tenda a ossigeno alla seconda rampa di scale.

Per quanto riguarda l'alimentazione ho seguito le indicazioni di Woody Allen, e della sua Breve ma utile guida alla disobbedienza, racconto nel quale affermava che la rivoluzione russa era cominciata nel momento in cui la plebe aveva capito che lo tzar e lo czar erano la stessa persona.
Il buon Woody parlava dello sciopero della fame e del fatto che, certo, la rinuncia completa al cibo è uno strumento notevole di protesta, ma anche la rinuncia ai soli sottaceti, usata nei momenti giusti, ha effetti dirompenti.

Ecco, io ho rinunciato agli yogurth alla vaniglia con croccantini della Muller.
Me ne mangiavo anche tre o quattro al giorno, alla vaniglia e coi croccantini. E' stata dura ma ce l'ho fatta, sono uscito da più di un mese dal tunnel dei croccantini.
Non è da escludere che l'eliminazione del cornetto alla crema a colazione, sostituendolo con i Grancereale al muesli o con i Dieci e trenta verdi (quelli rossi non mi acchiappano), possa portarmi finalmente e definitivamente ad un peso in doppia cifra, ma poi dovrei rinunciare al mio momento di gossip che le pasticcerie mi offrono, senza dover ricorrere a Sandro Mayer o simili.

Sì, so cosa stanno pensando i miei commensali di ieri mattina: forse la carbonara non è proprio il viatico giusto verso una vita filiforme. Ma io ho letto la tristezza sui vostri visi, gli sguardi persi nel vuoto di chi pensa con una misera caprese di poter affrontare un pomeriggio di lavoro e sudore.

E spero che splinder mi dia presto la possibilità di poter fare i post in odorama, così che il profumo di quella carbonara potrà essere condiviso con i blogger a cui sono affezionato.

Insomma, ragà, sono pronto per la prova bikini e ne hoi trovato uno leopardato un po' vita bassa... . Quest'anno il mio profilo scenderà: l'anno scorso sembravo un incrocio tra Buddah e Marlon Brando- ultima maniera; quest'anno assomiglierò a un canotto gonfio a metà, a un krapfen non perfettamente lievitato.

Nessun commento:

Posta un commento