22/05/2007
PUNTI DI VISTA
Una settimana fa per lavoro entro in contatto con l'avvocato G.
Come è normale in una piccola città, lo conosco da qualche lustro, soprattutto perché sua sorella era stata fidanzata con il mio migliore amico del mare.
A un certo punto lo guardo e gli faccio: "Ti ricordi quella volta dei pomodori?"
G. mi risponde: "No, speravo te ne fossi scordato!"
Insomma, uno dei giorni più belli dalle parti dei miei vent'anni, partiamo in una decina di persone alla volta del porto di San Felice.
Dopo alcune trattative affittiamo da un pescatore un bel gozzo di legno. Il mare è liscio come una tavola , il sole delle quattro picchia, ma la brezza salata che ci si scaglia in faccia rende tutto più bello.
E' agosto, abbiamo vent'anni, il mare è azzurro da fare invidia a una pubblicità di tè freddo.
Il gozzo parte per fare il periplo del Circeo.
Oltre a stefanopz, c'erano Ga., la sua fidanzata A., il fratelo di lei G., cioè l'avvocato di qualche riga fa, poi P. e T., ora sposati con un paio di pargoli, S., T., A. e M..
Insomma, come direbbe Woody Allen, nessuno che avesse un nome intero...
Vicino alle grotte, il promontorio sembra tuffarsi in mare; da questa parte nemmeno i miliardari si sono potuti fare le ville e la montagna ci appare più o meno come la deve aver vista Ulisse, scambiandola, in quanto probabilmente ancora masticante sostanze fornitegli dai Lotofagi, per un'isola.
Il pescatore butta l'ancora. Il mare è stupendo; mettiamo una scaletta e ci buttiamo.
Nuotando in quel posto intriso di storia e di sole, viviamo uno di quei momenti perfetti, che tutti ricorderemo finché camperemo.
Tutti tranne uno: G..
E' a poppa, con la faccia gialla come un'evidenziatore scarico.
A un certo punto vediamo che viene colpito da spasmi e si piega verso il mare.
Dopo trenta secondi si rimette eretto. Il viso ha il colore della carta per incartare il pane.
Il pescatore tira su l'ancora e mette in moto la barca; noi, in mare, non capiamo che succede. Si sposta di una ventina di metri e noi gli nuotiamo appresso.
Un po' incazzati ci issiamo uno dopo l'altro sulla barca. Il pescatore aveva ragione.
A quattro-cinque metri da dove stavamo facendo il bagno galleggia una poltiglia rossa: sembra un film dell'orrore, i resti di un cadavere spolpato dallo squalo, 1, 2 o 3, non importa.
Sono pomodori: il pranzo di G.
Ecco cos'è secondo me la vita: un pomeriggio in cui una persona ha vissuto uno dei momenti più belli e intensi della sua vita e, a un metro, sulla stessa barca un altro uomo stava male, vomitando pure l'anima.
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