12/11/2004
I MIEI IDOLI ASSOLUTI
Sono sotto lo studio di Domenico in preda ad un'evidente crisi di astinenza: è almeno una settimana che non ci vediamo e sono a rota.
Il suo mitico GTV verde non c'è.
Gli telefono: 348 321**** (avevo messo tre asterischi, ma poi chi voleva chiamarlo doveva fare al massimo 100 tentativi, mentre così è più difficile.
L'auricolare è sotto uno degli oggetti che ordinariamente occupa il sedile del passeggero: i cd di Tom Waits e dei Jet, una pratica alta quindici centimetri, un ombrello pieghevole marrò, l'immonidizia del bagno piccolo.
Domenico è a Roma, in fila sulla Pontina e vuole essere consolato. Io comincio a cantargli "Stringiti a me biondona", inno dei portuali di Liverpool, quando al primo incrocio incrocio, elgeante e indomita, una bella gazzella azzurrina.
Due signori, vestiti in elegante divisa mi guardano, mi squadrano, capiscono pure che il mio telefonino è un Nokia di quelli blu, arancio e bianco.
Io faccio finta di niente, anche quando mi si accodano; al primo incrocio mi butto sulla sinistra, facendo finta di andare a parcheggiare.
La gazzella rallenta, ma non mi segue.
Faccio il giro del parcheggio, dopo di che torno all'incrocio.
Un tipo si sbraccia; lo riconosco: è il direttore della banca di cui sono correntista, a cui sono legato da un rapporto di amore (conto in nero) e odio (conto in rosso).
Ha gli occhi di fuori, non sa se ridere, piangere o farmi una foto (cavolo, ho citato Minghi!).
"Stè, quelli ti volevano arrestà; per fortuna li ho fermati io. C'avevi il cellulare e manco la freccia avevi messo!"
Mi rendo conto del numero di punti che sarei riuscito a collezionare in una telefonata sola e mi accovaccio.
Poi mi riprendo: cavolo, col telefonino e svolta a sinistra senza freccia davanti alla Polizia, sono un grande!
E così mi sono venuti in mente due altri miei idoli.
- ARTIGIANO EDILE
Il paracarro prende un nuovo cliente, il signor F., artigiano edile.
Lavora da due-tre anni, ma il paracarro constata che non ha pagato una lira (allora) di contributi.
"Ma stai a lavorà, mo'?" chiede il paracarro.
F. va verso la finestra: "Esse, stonghe a rifà chiglie palazze"
Il paracarro si illumina: "Il primo anno di contabilità è gratis!!"
"Perché?" chiede attonito F.
"Semplice, come faccio a far pagare uno non paga la Cassa Edile e sta ricostruendo la sede della Cassa Edile?"
- VOI CAPITE...
Sotto l'Agenzia delle entrate il bar ha cambiato gestione.
Il nuovo proprietario è il pasticcere napoletano che ogni mattino mi delizia con frolle, ricce e cornetti alla crema.
"Ueh dotto', dovete venire al bar nuovo; facciamo a pranzo pure gli spaghètti a vongola alla Posillipo"
Un giorno a pranzo decido per gli spaghètti a vongola alla Posillipo.
"Allora dotto': per voi sono sette euro".
Pago, lui intasca e amen.
Dopo di me, un funzionario dell'agenzia delle entrate.
"Allora dotto': per voi sono otto euro e quaranta".
Il funzionario paga, lui intasca e amen.
Incuriosito, me ne sto un minuto a guardare e il mio idolo non emette uno scontrino fiscale neanche sotto tortura e neanche al direttore dell'Agenzia.
Qualche giorno dopo, gli chiedo "Ma porca vacca, sotto l'Agenzia delle entrate manco uno scontrino".
E lui "Dotto', ma voi capite, là il guadagno altrimenti non ci esce"
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