sabato 21 gennaio 2012

10/02/2005

VI DEVO ALCUNE SPIEGAZIONI

Ci sono alcune piccole cose che sono importanti nella vostra vita quanto un granello di sabbia nel deserto, ma comunque hanno il loro perché.

- Del perché il mio telefonino non ha una suoneria polifonica

Oggi impegnato nell'ennesima riunione che mi tiene lontano dal blog, la moglie un po' azzimata di una delle parti scuote il capo imbarazzata quando il suo cellulare si mette a suonare California dei Poison qualcosa.
A quel punto il collega R* narra del consiglio di amministrazione di una società dove c'era un imprenditore di livello nazionale (il cui cognome, per mantenere la praivasi, comincia con Pinin e finisce con Farina) e a un certo punto nella stanza riecheggia a volume da rave-party Sono fuori dal tunnel, la meravigliosa hit della primavera scorsa. Il tempo di pensare "Ma chi è er coattone che c'ha 'sta suoneria bora" e il tempo di ritirare il pensiero sono tutt'uno in R* (romano, of course), quando il Pinin di cui sopra si fischietta a ritmo della sua suoneria il pezzo in cui Caparezza si inchiappetta il puffo.

Premessa come sempre prolissa e vacua per spiegare che, a prescindere dal fatto che non so se il mio Nokietto da 70 euro abbia o no la suoneria polifonica (l'ho comprato solo perché aveva un pezzo arancione e avendo la penna e l'agenda arancioni faceva appandà), il mio desiderio al limite della bava di aver Shpalman o Il vitello dai piedi di balsa di Elio come suoneria non verrà mai soddisfatto perché io mi figuro sempre la seguente situazione:

Interno studio, sala riunioni, con tavolo color cerotto e sedie blu con rotelle, su cui più sotto. Riunione tesa

Nokia: Nel boschetto della mia fantasia c'è un fottio di animaletti un po' matti inventati da me...
stefanopz canticchia
gli astanti sono interdetti
stefanopz sorride
al telefono è la mamma di stefanopz
mamma di stefanopz: Stefanì, s'è morta zia Rosetta, stamattina; i funerali li fanno domani

Ecco, il contrasto tra il mio sorriso ebete in onore di Elio e il mio sorriso ebete per la notizia del trapasso della zia nonuagenaria è tale che preferisco tenermi lo squillo di default che ha inventato Paavo Nokia.

Certo, sarebbe da chiedersi perché la mamma di stefanopz si ostini a chiamare Stefanino il suo attempato e oversize secondogenito; e sarebbe anche da chiedersi per quale motivo nella mia città non si dice "è morto" ma "s'è morto". 'Sto riflessivo (Mafà, è riflessivo?) sembra quasi voler dire che non è qualcuno muore per cause obiettive, ma si è morto per colpa sua, per irresponsabile trascuratezza, come se potesse in qualche modo procrastinare sine die l'evento, ma per distrazione (come nei cartelli delle Autostrade) o per sbadataggine si è fatto recidere il capo dalla nera falciatrice.

- Del perché le sedie della sala riunioni hanno le rotelle

Quando la sera è tarda e i collaboratori se ne vanno, il paaaazzo accende il suo telefonino e ci mettiamo a ballare nella stanza del paracarro "Non ti fidar di un bacio a mezzanotte". Ma certe sere, quando la giornata è stata particolarmente inutile, a volte le meravigliose sedie bluette della sala riunioni servono per qualche piccola gara nel corridoio.

E il meraviglioso marmo del mio corridoio consente delle prove che assomigliano a gare di curling o a una specie di ricordi delle piste di macchinine dei luna park; ed è lo stesso marmo che consente, con scarpa adatta di riuscire a fare la frenata- scivolata per quasi due metri, tale e quale a quella che si faceva da bambini nei corridoi delle elementari (o come faceva Nanni Moretti in La messa è finita).
L'unico problema, in una sorta di remake de La carriola di Pirandello, è che la corsa delle sedie bluette e la scivolata di due-tre metri sono spesso gli unici eventi di un certo rilievo in giornate devastantemente bigie.

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