giovedì 19 gennaio 2012

07/05/2004
LA MIA VITA SOVRAPPESO (ok: è la mia autobiografia: oggi non sapevo che postare; quello sotto è solo il primo capitolo. In caso di commenti non disastrosi posterò il secondo, altrimenti mi asterrò)



DELLA MIA AUTOBIOGRAFIA

Se un giorno scriverò la mia autobiografia la chiamerò "La mia vita sovrappeso"; quando sono nato pesavo quattro chili e otto e mia madre non l'hanno fatta entrare all'ospedale per problemi di sovraccarico.

Cosi' nell'anno mille e novecento*** sono nato in casa, un prodotto genuino, non geneticamente modificato. Pare che alla nascita non abbia pianto, quantomeno fino a quando non mi hanno messo davanti allo specchio.

Forse e' il fatto del sovrappeso, forse e' perche' mi hanno chiamato per anni "Mozzarella", ma non e' che vorrei tornare bambino, come tutti. La vera contraddizione e' che ero si' sovrappeso, ma mi sono preso tutte le malattie dei gracili: broncopolmonite doppia, asma bronchiale, asma allergica, ho fatto tutte e cinque le malattie esantematiche, piu' una sesta che gli studiosi hanno battezzato con il mio nome: oltre alla febbre a quaranta e mezzo, deliravo in endecasillabi danteschi e ripetevo a memoria il modello dell'iscrizione all'Inps per artigiani e commercianti.

Mi hanno dato la laurea honoris causa in allergologia per il contributo alla ricerca.

A dieci anni mia nonna decise che avevo il malocchio.

Percio' mi lego' le mani dietro alla schiena, mi fece mettere la testa sopra ad un piatto pieno di strani suffumigi e mi comincio' ad aspergere la fronte con olio extravergine di oliva. Pare che l'obiettivo fosse leggere il fondo del piatto dopo la mistura fra il contenuto ed il mio vomito, stimolato dal pessimo odore. Resistetti perfettamente senza rimettere e mia nonna dovette abbandonare l'esperimento, non prima comunque di aver brevettato l'intingolo come una nuova salsa per il vitello.

Nonostante la mia salute cagionevole il mio andamento negli studi era piuttosto brillante; conclusi con tutti dieci la licenza elementare, con ottimo la licenza media ed affrontai il liceo classico confidando nella clemenza della corte.

Superai anche le scuole superiori con discreti risultati. Tornando a guardare i diari di quegli anni mi stupisco di una mia rapida conversione politica fra il quinto ginnasio e il primo liceo, da una blanda socialdemocrazia scandinava ad un bolscevismo oltranzista: sull'agenda del primo liceo si puo' arrivare a leggere "Marx ci indica la via per la verità" e "I cattolici sono tanto buoni: mangiamoli prima che si raffreddino". Non che avessi letto Marx; ai miei tempi non lo fingeva di leggerlo piu' nessuno da tempo.

Io poi sono stato sempre stato appassionato di narrativa e non riesco a leggere niente che non abbia una trama romanzata; confesso che ho tenuto sul comodino "Il materialismo storico" di Gramsci per molto tempo, ma di averlo utilizzato per risolvere i problemi di equilibrio di una vecchia lampada.

Ma forse sto andando troppo di fretta.

Nessun commento:

Posta un commento