martedì 24 gennaio 2012

PIOVE DALLE NUVOLE SPARSE

Piove su le tamerici salmastre ed arse.
E piove tutta la mattinata.
stefanopz viene convocato quale president reserve riccadonna dell'organismo di controllo di un comune dalla magistratura di controllo degli enti locali (una serie di giri di parole per non dire esattamente cosa dovevo fare).

Il dirigente del comune mi dice, "Ok andiamo per fini istituzionali, quindi andiamo con la macchina del comune".
Io già mi prefiguro l'auto-blu, con beppegrillo appiccicato dietro a dirmi che sono l'emblema dell'antipolitica e sfrutto le tasse dei cittadini e sono dipendente e così via.
So che il parco auto del comune è più parco che auto: la Thesis per il sindaco, una Thema del 15-18 e poi le classiche macchinette bianche dei vari uffici.
Io, dato che dobbiamo andare a Roma, mi aspetto almeno la Thema: in fondo l'antitetanica l'ho fatta nell'81 per cui...

Ma ecco che si presenta sotto studio una Punto, primo tipo ancora con la targa della provincia, con le insegne del comune sugli sportelli.
"Io prendo la mia macchina..." dico, ma alla fine mi convincono e mi rannicchio sul sedile di dietro.
L'autista del comune di mestiere fa l'autista del comune e quindi si suppone che sappia dove andare, o che abbia quantomeno uno straccio di Tuttocittà per girare per Roma.
Invece sono costretto a fare il Tom-Tom umano e in una città stranamente non intasata arriviamo per tempo all'udienza.
Sono convocati undici comuni e noi siamo, ovviamente, gli undicesimi.

Dopo un'oretta appare un altro dei componenti del collegio da me presieduto, noto come "il terzo", in quanto il semplice nominarlo porta delle immediate conseguenze.
Dopo un'udienza un po' movimentata e, rinviando così il mio arresto a data da destinarsi, i Punto boys cercano di ripartire, ma il terzo chiede un passaggio fino ad una piazza dove asserisce di aver parcheggiato.
Entra in macchina e comincia a dare indicazione all'autista, così chiare che dopo un quarto d'ora ci troviamo al punto di partenza; alla mia proposta di buttare sassolini dalla macchina per non perderci il terzo decide che la piazza di cui parlava era a soli 400 metri dal punto di partenza e quindi può aprire l'ombrello e farsela a piedi.

Noi ripartiamo.
Piove; piove forte; grandina.
L'autista fa: "vado verso il raccordo".
Fatto mezzo chilometro ci troviamo nel bel mezzo del corteo di ultrà partito dalla chiesa dove hanno fatto i funerali del povero Gabriele Sandri. Sciarpe biancazzurre, bianconere, rossonere, gialloblù e un solo comune nemico.
L'autista imbocca una strada che dovrebbe essere via Medaglie d'oro: la percorriamo a passo duomo (come dicono a Milano), mentre il cielo è color piombo fuso e le gocce sono di dimensione tra la tracimazione e l'esondazione.

Un'ora e dieci dopo stiamo entrando sul raccordo dopo aver visto (sempre al medesimo passo) la Trionfale e via della Camilluccia.
Squilla il mio telefono. E' il terzo.
III: "Dò state"
stefanopz "quasi sul raccordo"
III: "Io sulla Nomentana, quasi a casa"
s. "Ah"
III: "oh, mi raccomando sull'autostrada statevi attenti con quella macchinetta"
Io riattacco e mi tocco.

L'autista non viene avvertito del pericolo e farà raccordo e autostrada a 140 all'ora con la pioggia a Niagara.
Io sono impietrito. Preferirei un viaggio in aereo, mezzo di locomozione che notoriamente aborro.
All'uscita dell'autostrada, sano e salvo, avverto l'autista del pericolo che ha corso.
Questi vince il record italiano di scurrilità in cento metri, percorsi ovviamente senza mani sul volante.

Vabbè anche stavolta posso raccontarla...

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