COMUNICAZIONI
E' sera, ora di dopo cena; un bar di una cittadina di mare, un tempo noto soprattutto per i gelati.
Ora, verso le nove e mezza, le dieci, cominciano a piazzare una specie di postazione da digei, e ad appendere fogli con scritte inequivocabili: mojito, cocktail, caipirinha, capiroska, mojito (era doppia la scritta...).
Io che sono esperto di cocktail come di croquet e di precessione degli equinozi, a malapena mi rendo conto che le tre piantine in vasetto sul bancone potrebbero essere la menta da mettere nel mojito.
A un certo punto un tizio con la scala si mette a montare uno strano attrezzo e poi un altro innalza un maxi-schermo: le immagini della televisione vengono proiettate lì fuori, per noi dei tavoli.
Ma, come forse è d'uopo nei cocktail bar, c'è orrenda musica da discoteca a palla, abbstanza a palla da avere per quelli che abitano al piano di sopra del bar la stessa pena di chi abita a cento metri dal Grande raccordo anulare.
A un certo punto al tavolo accanto arriva una famiglia: lui e lei sulla cinquantina, la figlia sui diciotto.
Lui ha una camicia hawaiana e quei vecchi zoccoli dottor Scholl, come non ne vedevo più da tempo, pesanri almeno come un camion di Crocs, semiassi del tir compresi.
In tre ordinano due espressi, ma non so come le due ordinazioni vengono distribuite.
Sul maxischermo sgambetta Natalia Estrada, alla sua età sorprendentemente senza deambulatore.
E' Canale 5; spunta Pippo Franco con dei calzoncini con tutte le bandiere che diventano mia immediata fonte di invidia.
La sai l'ultima; anzi, no, La sai l'ultimissima, il geniale programma di barzellette, fonte di ispirazione per silvio b. per le pause dagli stancanti meeting politici dell'inverno romano.
Ovviamente, a causa della musica dance a palla, non si sente un'acca e i barzellettieri d'Italia sembrano pesci in un acquario.
Ciononostante, la famigliola, in religioso silenzio, è schierata, tutti e tre, da una parte del tavolo, con gli occhi fissi al maxischermo.
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