29/06/2007
MEDICI IN PRIMA LINEA
(o Il giuramento di ipocrita - by Ilvecchio)
Qualche giorno fa, tutti gli addetti (tutti gli addetti, tutti gli addetti) alla sala controllo della Circumvesuviana risultano assenti per malattia.
La Circumvesuviana chiude; il presidente del cda, inviperito, va alla Procura a denunciare tutti gli addetti per interruzione di pubblico servizio.
Incredibilmente alle tre di pomeriggio tutti gli addetti (tutti gli addetti, tutti gli addetti) sono guariti e si presentano al lavoro.
La Circunvesuviana riapre.
Ecco io vorrei ringraziare i sindacalisti che hanno organizzato questa truffa: lo sciopero è un diritto sacrosanto che però costa al lavoratore la perdita della giornata di salario.
Ecco, quanto volte abbiamo sentito dipendenti pubblici gridare, affermare, urlare: "e io mi metto in malattia!".
Troppo facile dire che siano dei ladri disonesti; troppo facile dire che i dipendenti pubblici che non lavorano devono essere licenziati. Quando ero consigliere comunale e l'ho dichiarato in consiglio comunale 39 consiglieri comunali (tutti gli altri...), mi volevano crocifiggere il sala giunta.
E allora io dico basta ai medici: i medici che fanno certificati falsi devono essere puniti in maniera semplice semplice: al primo certificato falso multa di 1000 euro; al secondo certificato falso: sospensione dall'esercizio della professione per tre mesi; al terzo certificato falso: radiazione.
Facile facile: i certificati falsi caleranno in maniera drastica.
Ma la verità è che nel pensiero comune i medici sono intoccabili perché hanno in mano la nostra salute (spesso anche in senso negativo).
Intoccabili anche quando truffano le regioni continuando a percepire soldi anche quando gli assistiti sono deceduti; intoccabili anche se sono la categoria che vanta primati irraggiungibile nell'evasione fiscale.
E allora, cominciamo a superare qualche remora, con una leggina contro i medici che emettono certificati falsi.
E, tanto per fare un finale poetico, Edgar Lee Masters, Il dottor Siegfied Iseman (con un saluto a GMP, grande cultore di E.L.M.)
Io dissi, quando mi diedero in mano il diploma,
io dissi a me stesso: sarò buono
e saggio e coraggioso e utile al mio prossimo;
dissi: porterò il credo cristiano
nella pratica della medicina!
In qualche modo il mondo e gli altri medici
sanno cosa c'è nel tuo cuore non appena prendi
questa nobile decisione.
E il fatto è che ti fanno morire di fame.
E nessuno viene da te se non i poveri.
E tu scopri troppo tardi che fare il dottore
è solo un modo per guadagnarsi da vivere.
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