martedì 24 gennaio 2012

26/04/2008
SPIGOLATURE

Sono ex consigliere comunale ed iscritto di un partito (che ha cambiato il nome recentemente e lo ha trasformato in un nome a me alquanto inviso); ho contribuito economicamente (co 'li sordi) alla campagna di questo partito, ma ne ho votato un altro.
Vado per lavoro da un collaboratore strettissimo dell'ex deputato di questo partito, il mitico A., uno dei pochi interisti per i quali ho gioito all'incedere degli ultimi anni.

"Vengo fuori un attimo, ti devo far vedere una cosa"
Dal portafoglio tira fuori una meravigliosa tessera con scritto: Interisti Leninisti - Massimo Moratti minimo berlusconi.
Ho gli occhi lucidi e mi viene in mente la mitica battuta di Gino e Michele su Michele Serra: Comunista e interista: più per il secondo che per il primo motivo ha lasciato Panorama quando la rivista è stata comprata da berlusconi

***

Passi quasi tutti i giorni su un ponte. So che questa l'ho già detta, ma la mia città è attraversata da un corso d'acqua (taluni dicono un fiume) che si chiama Cosa.
Beh... mai definizione si attaglia meglio. Il Cosa non è un fiume, ma appunto una cosa.
Tra l'altro, giusto per la precisione il Cosa si getta nel Sacco, il che è abbastanza conseguenziale.
Ebbene su un orrendo ponte con i passaggi pedonali in ferro, sopra il "fiume" Cosa, da qualche giorno sono spuntati i lucchetti...
Io che conosco Ponte Milvio (o, meglio, come dicono li romani veri, er Ponte Mollo - perché gli antichi romani che je l'ammollavano lo costruirono alquanto elastico), mi struggo alla differenza tra il lampione rimano, con sotto il fiume biondo e una città eterna e un ponte di ferro appena collaudato con al di sotto il fiume color cacarella e una città a tempo determinato.

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