15/04/2008
LA LUCIDA ANALISI
Due anni di uno dei peggiori e più litigiosi governi della storia patria hanno portato una strana sconfitta.
mastella, leader dei remacontristi di centrosinistra, non ha proprio partecipato: nessuna voleva più averlo tra i coglioni.
La sinistra di lotta e di governo di bertinotti, diliberto e pecorario scanio ha raggiunto una percentuale tanto infima da rendermi quasi felice: la politica economica ingessata, il consociativismo fine a sé stesso con sindacati che sono una delle tre teste della casta (politici-sindacalisti-giornalisti) hanno creato un tale disgusto che gli elettori più illuminati sono finiti da uolter e quelli più incazzati, a nord, hanno votato bossi.
La legge del paracarro applicata alle elezioni diceva che tanto meno elettori vanno a votare tanto più è alta la percentuale di rifondazione, dato che per rifondazione votano sempre gli stessi vecchi militanti.
Non è vero, a quanto pare.
E se uolter è arrivato bene o male dove poteva arrivare (un paio di punti in più per lui e per Di Pietro) silvio ha preso i voti della sinistra: ovvero l'iceberg dei voti ha traslato verso destra, così che il sette per cento che manca all'arcobaleno ha votato pd da cui è uscito un sei per cento che è andato a silvio.
Molti pensavano a una vittoria dell'antipolitica: l'antipolitica non esiste.
Esiste l'odio per lo stato, inteso come nemico del proprio interesse personale.
E' questo che ci fa italiani: il volere sempre e ad ogni costo il proprio interesse.
Lo stato è il nemico: mi fa pagare le tasse, mi impedisce di costruire sul mio pezzo di terra facendomi un cazzo di vincolo geologico o artistico, mi vuole impedire di arricchirmi truffando risparmiatori e fornitori, mi vuiole impedire di sparare agli zingari che mi vogliono entrare in casa.
L'italiano che pensa all'oggi, al proprio interesse particolare, vede silvio come proprio emblema: quando qualche magistrato lo accusa, non pensa al fatto che ha violato le leggi, ma al fatto che, nella stessa posizione di silvio, l'italiano medio avrebbe fatto la stessa cosa.
E' per questo che davanti ai prossimi cinque anni di cupa dittatura dell'antistato, di terrificante crisi economica, che comincerà con i fallimenti di Alitalia e poi, di Telecom, di un'Italia un po' Mulino Bianco e po' Bokassa, occorre una semplice lucida analisi: loro sono di più.
E non è vero che si vergognano a dire cosa hanno votato ai dementi degli exit poll: no, vogliono fregarli, vogliono essere anche in quello disonesti, non vogliono intrusioni nel loro orticello, nella loro cabina.
E sono, indiscutibilmente, di più.
Ci vediamo l'anno prossimo, alle elezioni europee e, se non ci viene scippato, al referendum.
Il latte versato non vale una lacrima.
Nessun commento:
Posta un commento