11/12/2007
LA VENDETTA DI MONTEZUMOLO
"Inconcepibile" tuona ora Montezumolo sullo sciopero dei camionisti.
E non manca mai di attaccare i dipendenti pubblici, che, secondo lui, farebbero perdere l'1% del Pil.
Ma chi è davvero Luca Cordero di Montezumolo. Un eroe? Un truffatore? Un trombeur de femmes? Lo sdoganatore di Edwige Fenech?
E' innanzitutto un uomo con la memoria corta.
Prima di essere nominato amministratore delegato della Cinzano il buon Montezumolo pretese ottanta milioni (della fine degli anni 70 e quindi diciamo buoni duecentomila euro attuali) per fissare un appuntamento con Gianni Agnelli.
Montezemolo ammise "È vero, ho sbagliato, per favorire il contatto con Gianni Agnelli mi sono fatto dare ottanta milioni nel cofanetto di un libro vuoto di Enzo Biagi".
Pertanto non sono il solo a nascondere liquidi dentro i libri...
Ma Montezumolo ha soprattutto un enorme peccato originale: essere terrificantemente e definitivamente uomo Fiat, così uomo Fiat che più di qualcuno ha insinuato che fosse figlio segreto di Gianni Agnelli.
Montezumolo è stato nella stanza dei bottoni e delle asole e delle cifre ricamate dell'azienda che per decenni (e forse anche ora, perchè no?) è sopravvissuta grazie esclusivamente ad aiuti dello Stato e quindi ai soldi nostri.
Cassino, Pomigliano, Melfi sono tutte fabbriche mie; gli operai, con tutta la cassa integrazione che ho pagato, sono tutti dipendenti miei.
Altro che assenteismo che costa l'1% del Pil; per decenni il Pil veniva trasferito a Torino.
E in queste terre sfigate dove se la Fiat fa uno starnuto, un'intera provincia si becca l'influenza, Montezumolo vorrei che qualche volta tacesse e pensasse a quanti scheletri c'ha la Fiat nel motore e lui in uno degli armadi di una delle sue dimore di lusso.
Nessun commento:
Posta un commento