martedì 24 gennaio 2012

06/06/2007
INOKI

Giro per Mtv o giù di lì, quando vedo uno di questi ragazzotti con le felpe in testa che canta le solite cose che noi siamo i ragazzi di strada e voi ce lo volete mettere in quel posto, noi così noi colà, quando questo ragazzotto, Inoki, al secolo Fabiano Ballarin, ti caccia questo ritornello:

Rosso, come il sangue di Giorgiana Masi,
Bianco, come la coca dentro ai vostri nasi,
Verde, come l'erba che la legge nega
Il mio paese se ne frega.
Rosso, come il sangue di Carlo Giuliani,
Bianco, come la chiesa e le sue lunghe mani
Verde come le merde della Lega
Il mio paese se ne frega

E io resto così, a pensare a quando Kossiga non picconava e faceva sparare dalla polizia sui manifestanti inermi; a pensare a perché durante il G7 a Genova il ministro degli interni stava a Roma a fare shopping con la moglie e in questura a dare ordini c'era il vice presidente del consiglio, Gianfranco Fini; e nessuno potrà mai farmi smettere di pensare che la polizia a Genova, alla Diaz, era la vendetta fascista contro i rossi che Fini quando faceva il fascistello a Bologna aveva sempre sognato.
E resto così a pensare che Inoki è del 79, due anni dopo la morte di Giorgiana Masi e i ragazzini che si vestono come lui non sanno chi era e come è morta; ma sanno bene che quei politici che da ragazzi scrivevano sui muri "Erba, roba da conigli", adesso pontificano di manette ai drogati e la sera pregano il pusher di portargli la roba al ministero.

E io stesso me ne frego; me ne voglio fregare. Voglio sperare che questo governo cada, che siano per sempre spazzati Visco (la cui semplice esistenza in vita ci fa perdere almeno due milioni di voti), i Rutelli, i funzionari di partito tristi e pecoroni. Voglio il lavacro di sangue, voglio il Partito democratico al 12%.
Quando li spazzeremo via, questi inutili plantigradi, capaci solo di perpetuare sé stessi, potremo finalmente riprenderci la sinistra.
E piano piano l'Italia.

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