lunedì 23 gennaio 2012

03/12/2006

STEFANOPZ GOES TO PALALOTTOMATICA

Questo post in realtà è una domanda. Cosa ci fa un commercialista vestito da commercialista della domenica (maglione di Halfon, pantaloni Canali, Hogan comprate su E-bay) al secondo anello del Palalottomatica una sera di venerdì di inizio dicembre?

Ovvio, va a vedere i Muse con la paracarro-family.
I Muse sono tre simpatici ragazzotti gallesi strappati alle miniere di carbone e prestati a qualcosa che sta a valle dei Radiohead e degli U2.
Matthew Bellamy è il chitarrista e pianista, è appassionato di Berlioz e di chitarre iperdistorte e pare sia fidanzato con una psicologa milanese, circostanza che gli consente di presentare i pezzi con un italiano degno di Montesano quando faceva la romantica donna inglese.

Il batterista sfoggiava una blusa da pasticcere ed è stato veramente fantastico quando si è alzato e ha detto al pubblico "E adessi alzàci i celefonini" prima dell'unico lento.

Il bassista c'aveva le Superga che andavano di moda a metà degli anni 80 e aveva la classica faccia di chi si è appena reso conto della fortuna che ha avuto a incontrare uno tosto come Bellamy che gli consente una vita da star.

Insomma, ragà, i Muse jel'ammollano proprio. Un'ora e quaranta sparata veloce come una spaiderina sulla fettuccia per Terracina. Quando hanno sparato una dopo l'altra la canzone dell'ultimo disco in falsetto, Starway e Time is running out, persino due persone affettate e a modo come stefanopz e il paracarro zompavano e pogavano come adolescenti.

E il palazzone, nonostante quegli orrendi numeroni fuori (c'è pure qualche errore di stompa, tipo leticchia invece di lenticchia), brulica di ragazzi venuti a cantare a squarciagola, a strafarsi di canne e a condividere un'emozione enorme, di quelle che quando avranno l'età mia o quella del paracarro riempiranno certe sere d'inverno, quando il contrasto tra pogare a torso nudo con una canna in mano e spingere un carrello la domenica sera all'Ipercoop alla ricerca di un tre per due sarà tale da far torcere le budella

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